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C'era una Volta... a Hollywood, Quentin Tarantino

di Quentin Tarantino, Usa 2019, 161′, con Leonardo DiCaprio, Brad Pitt, Margot Robbie, Emile Hirsch, Margaret Qualley.

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Los Angeles, 1969. Sharon Tate, promettente attrice americana e sposa di Roman Polanski, è la nuova vicina di Rick Dalton, star della televisione in declino. Dalton condivide la scena con Cliff Booth, stuntman che si è fatto (e rotto) le ossa nei western girati a Spahn Ranch. Controfigura e chauffeur di Dalton, Cliff vive in una roulotte con una cane disciplinato e fedele proprio come lui che da anni ammortizza le cadute e i rovesci dell'amico. E l'ultimo scacco costringe Rick e il suo doppio a traslocare dall'altra parte dell'oceano per girare un pugno di spaghetti-western. Sei mesi e una moglie (italiana) dopo, Rick e Cliff tornano a Los Angeles dove li attende la notte più calda del 1969.

Premi

Presentato al Festival di Cannes 2019

Giovedì 17 ottobre 2019 ore 20:30
VERSIONE ORIGINALE SOTTOTITOLATA
€6,00 Intero / €4,00 Ridotto under 26 e over 65
Venerdì 18 ottobre 2019 ore 20:30
€6,00 Intero / €4,00 Ridotto under 26 e over 65
Sabato 19 ottobre 2019 ore 20:00
VERSIONE ORIGINALE SOTTOTITOLATA
€6,00 Intero / €4,00 Ridotto under 26 e over 65
Domenica 20 ottobre 2019 ore 20:30
€6,00 Intero / €4,00 Ridotto under 26 e over 65
Martedì 22 ottobre 2019 ore 21:30
€6,00 Intero / €4,00 Ridotto under 26 e over 65
Mercoledì 23 ottobre 2019 ore 21:30
€6,00 Intero / €4,00 Ridotto under 26 e over 65

Recensioni

Mymovies.it - Il cinema può salvare il mondo? Quentin Tarantino crede in ogni caso che possa vendicare gli ebrei (Bastardi senza gloria), affrancare dalla schiavitù (Django Unchained), cambiare il passato e offrire la chance ai vinti di regolare i conti coi propri carnefici. In risonanza con Django Unchained e Bastardi senza gloria, che offrivano un'alternativa alla Storia facendo un falò dei gerarchi nazisti e dei bianchi schiavisti dell'America alla vigilia della Guerra Civile, C'era una volta...a Hollywood segue lo schema appropriandosi della storia del cinema, di una storia del cinema. La vendetta, sempre. Sempre più catartica, sempre più selvaggia, sempre più appassionante e sadica sul piano della rappresentazione. A compierla è un altro irresistibile tandem, due naufraghi della sottocultura hollywoodiana, un attore di serie B e la sua controfigura, che sembrano sognare ciascuno la vita dell'altro mentre le rispettive carriere colano a picco sotto il peso dei fallimenti e delle frustrazioni. Ma la vendetta questa volta non è quella dei personaggi, inconsapevoli 'dei fatti reali', ma è quella di un autore romantico che crede nell'immenso potere del cinema, che crede che tutto sia ancora possibile, come se la finzione potesse deflagrare la realtà.

 

Quinlan.it - C’era una volta… A Hollywood. Partire dal titolo, con Quentin Tarantino, è sempre un esercizio per nulla banale. C’era una volta, per esempio, propone già al proprio interno tre diverse declinazioni della Storia, e del Mito. C’è il riferimento alla fiaba classica, ovviamente; si gioca con uno dei generi e dei registi più apprezzati da Tarantino, lo spaghetti western in cui eccelse Sergio Leone; e infine si fa riferimento al Tempo come un elemento passato, e dunque non solo storicizzato, ma “narrabile”. Si può raccontare davvero, la storia, perché è stata. Se ne può fare beffe, della Storia, perché essendo narrata non deve essere rispettata in modo pedissequo, ossessivo, inutilmente vero. I puntini di sospensione costringono a un’attesa, quasi che la prima parte del titolo non avesse necessariamente una relazione diversa con la seconda. E in effetti Hollywood è di fatto un non-luogo.

 

Film Tv - C’era una volta a... Hollywood. Ma la data è precisa: siamo nel 1969. Leonardo DiCaprio interpreta un attore, villain in film western. Brad Pitt è la sua fedelissima controfigura. Intorno a questi personaggi inventati, c’è la storia, quella vera. C’è Sharon Tate, ci sono Roman Polanski, Charles Manson. Si cita Sergio Corbucci. È come se Quentin Tarantino fosse un flâneur, in un malinconico percorso lungo le lost highway della storia e del cinema. Come David Lynch, non ricorda ciò che è stato, ma come avrebbe potuto essere, come avrebbe voluto che fosse stato. La sua è una ricerca del tempo perduto, in linea però con le ucronie che il regista ha elaborato come strategie per confrontarsi con la Storia (ricordate Bastardi senza gloria?). Di fatto, se Jean-Luc Godard rimprovera al cinema di non avere saputo guardare alla Storia - nascosta dal montaggio invisibile del cinema classico - Tarantino la rivela, la evoca come motore primario del suo pensare il cinema. Vuole essere uno storiografo, lo scrittore delle storie di un paese che si è riflesso nel cinema eppure non si è visto. C’era una volta a... Hollywood è un film vertiginoso dalla sinuosa cadenza d’inganno. Come se al regista interessasse solo osservare vivere i propri protagonisti, in infinite e amorose digressioni, consapevole che non esiste altro incantesimo che guardare qualcun altro vivere o... guardare.

 

Cineforum.it - In realtà, al di là di alcuni "tarantinismi" di troppo (le lunghe scene del set di Rick e quella della sua trasferta italiana a girare con Corbucci e Margheriti), Once Upon a Time… in Hollywood è un film molto tenero: tenerezza per il cinema scomparso, per My Darling Clementine, ma anche per Combat e Bonanza, per il Glenn Ford dei western cui DiCaprio somiglia molto e per il giovane Robert Redford, del quale il bravissimo Brad Pitt riprende la calma mascolinità (bravo anche DiCaprio, ma questo è il film di Pitt e del suo cane); tenerezza per una ragazza bella morta troppo presto e troppo male e per una lunga distesa di villaggi intrecciati l'uno all'altro tra le colline e l'oceano, dove una volta nascevano le fiabe e dove ogni tanto, forse, bisogna ricominciare a sognare. Appunto: C'era una volta...

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