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Un Affare di Famiglia, Hirokazu Kore-eda

di Hirokazu Kore-eda, Giappone 2018, 121′, con Lily Franky, Sakura Andô, Mayu Matsuoka, Sôsuke Ikematsu, Jyo Kairi, Miyu Sasaki, Kirin Kiki, Naoto Ogata, Yôko Moriguchi, Yûki Yamada, Akira Emoto, Chizuru Ikewaki, Moemi Katayama

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In un umile appartamento vive una piccola comunità di persone, che sembra unita da legami di parentela. Così non è, nonostante la presenza di una "nonna" e di una coppia, formata dall'operaio edile Osamu e da Nobuyo, dipendente di una lavanderia. Quando Osamu trova per strada una bambina che sembra abbandonata dai genitori, decide di accoglierla in casa.
Palma d'oro al al Festival di Cannes.

Premi

Palma d’Oro al Festival di Cannes.

Giovedì 4 ottobre 2018 ore 20:30
€6,00 Intero / €4,00 Ridotto under 26 e over 65
Venerdì 5 ottobre 2018 ore 20:30
€6,00 Intero / €4,00 Ridotto under 26 e over 65
Sabato 6 ottobre 2018 ore 20:00
Anche questa sera il film sarà IN ITALIANO
€6,00 Intero / €4,00 Ridotto under 26 e over 65
Domenica 7 ottobre 2018 ore 20:30
€6,00 Intero / €4,00 Ridotto under 26 e over 65
Martedì 9 ottobre 2018 ore 21:30
€6,00 Intero / €4,00 Ridotto under 26 e over 65
Mercoledì 10 ottobre 2018 ore 21:30
€6,00 Intero / €4,00 Ridotto under 26 e over 65

Recensioni

Mymovies.it. La famiglia, per definizione, non si sceglie. O forse la vera famiglia è proprio quella che si ha la rara facoltà di scegliere. Libero arbitrio parentale: un tema niente affatto nuovo nel cinema di Kore-eda Hirokazu, dallo scambio di figli di Father and Son alla sorellanza estesa di Little Sister. (...) Kore-eda è ormai talmente padrone della propria poetica, elaborata attraverso una lunga e pregevole filmografia, da poterne disporre a piacimento, rivoltandola come un guanto per offrire nuovi punti di vista, nuove ricerche di verità.

Quinlan.it. L’intera filmografia di Hirokazu Kore-eda, iniziata ventitré anni fa con il sorprendente Maborosi, ruota attorno al concetto basilare di famiglia. Il legame affettivo contro il legame di sangue, il rapporto a volte conflittuale tra genitori e figli, la necessità di scavare radici profonde per sé e per la propria progenie. A volte per il proprio onore, altro concetto che nella cultura nipponica conquista un ruolo di primo piano. I protagonisti di Un affare di famiglia saranno anche ladruncoli seriali che ammortizzano la scarsa capacità economica concessa loro da lavori usuranti e mal pagati rubando nei supermercati e nei negozi, ma il vero centro nevralgico del discorso riguarda il loro voler essere a tutti i costi una famiglia. Desiderarlo al di là della realtà dei fatti, oltrepassando i confini della legge, facendosi beffe della morale dominante. Essere una famiglia per patire insieme e ridere insieme, per andare avanti in quella metropoli che tutto schiaccia in cui vivono, la Tokyo dei vestiti alla moda e delle auto di lusso.

Filmtv.press. Un affare di famiglia sveli non tanto la complessità o la fragilità dell’ideologia famigliare tradizionale, bensì la sua inapplicabilità a un mondo odierno che fuori, fuori dalle quattro pareti e fuori dalle sicurezze che ognuno di noi si è costruito, è cieco e sordo di fronte all’eventualità di una nuova verità, e sopravvive di vecchie certezze e noiosi manuali. Kore-eda, che di un Giappone sentimentalmente forte ma anche rigido non ha mai smesso di raccontare pregi e vizi attraverso il privato, questo mondo così ricco e spietato lo rappresenta al solito con il massimo del relativismo: Un affare di famiglia, che ha vinto la Palma d’oro a Cannes ma non è il capolavoro del regista (Nessuno lo sa, I Wish e Ritratto di famiglia con tempesta gli sono superiori), è perciò il ritratto intimo e angosciante dell’insopportabilità del pensiero comune.

Futuro random

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