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Kufid, Elia Moutamid

di Elia Moutamid, Italia 2020, 57′, con ELIA MOUTAMID, VALERIA BATTAINI

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Un regista va in Marocco per un sopralluogo: vuole girare un documentario sui fenomeni urbanistici. Torna in Italia con del materiale, ma mentre sta per iniziare a girare il documentario arriva la pandemia. Tutto fermo. Tutti bloccati a casa per mesi. Sulla suggestione del materiale raccolto inizia una riflessione, un percorso autobiografico, completamente diverso dagli intenti iniziali. La quarantena forzata porta l'autore alla scrittura di un diario che procede tra incursioni nella cronaca, vicende personali e familiari, tra ironia e antropologia. Un arrovellamento, un confronto con un'entità, “Kufid”, che sconquassa vite ma non scalfisce stereotipi e pregiudizi, lasciando in sospeso questioni irrisolte. Il futuro sarà, “Inch'allah”.

 

Ospiti in sala il regista Elia Moutamid e Paolo Vitali, architetto.

 

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Premi

Presentato al Torino Film Festival, in concorso nella sezione italiana TFFdoc.

Giovedì 24 febbraio 2022 ore 20:30
Serata con ospiti
€6,00 Intero / €4,00 Ridotto under 26 e over 65

Recensioni

NOTE DI REGIA di Elia Moutamid
Ero proiettato sulla preparazione di un altro film, completamente diverso, con una narrazione molto differente, ma la quarantena mi ha suggerito un'opzione-intuizione registica che mi ha immediatamente convinto. Un progetto confezionato artigianalmente ma professionalmente in casa, bloccato dalla quarantena forzata dove mi cimento in un esperimento registico stimolante da una parte, e pericoloso dall'altra: provare a raccontarmi e provare a raccontare l'esterno dall'interno delle mura di casa mia.

 

sentieriselvaggi.it - Kufid riesce nel suo intento di trasmettere soprattutto lo stato emotivo del suo autore. Il bombardamento di opinioni, di giudizi dei Mouatamid nella prima parte del documentario sono fondamentali per imporre allo spettatore una sorta di sospensione del giudizio: il regista ci chiede di stare a sentire le oscillazioni delle sue emozioni, la superiorità e il sicuro sarcasmo del primo momento, quando vede il virus come uno spauracchio, per poi scivolare nel timore e nell’angoscia quando costringe il fratello al ricovero. Come se a volte, per capire davvero il mondo attorno a noi, dovessimo per un attimo rinunciarvi. Abbracciare il vuoto per avere più presa sul pieno.

 

mymovies.it - Dalle immagini proposte (e anche dalle riflessioni sull’architettura della campagna padana) si avverte come il suo sguardo sul degrado urbanistico e sulla pretesa di risolverlo abbattendo gli edifici che fanno parte della storia delle persone, per sostituirli con palazzoni più o meno anonimi, sia acuto e assolutamente consapevole.

 

FilmTv.it - Superando riflessioni sulla gentifricazione, l'urbanistica modificata, l'assetto nuovo di città di cemento e il rapporto tra ricchi e poveri nella speculazione architettonica e nel recupero di aree culturali, Elia racconta anche lo scollamento di vivere in due realtà cosi diverse, Brescia e Fes. Lo scenario suburbano, nel caso della prima, aggredita da monoliti di cemento, col culto della posa, della gettata, del prefabbricato, mentre nella seconda la ricostruzione col nuovo denaro e l'interesse dell'occidente ha sradicato usanze, costumi costringendo la popolazione locale, li da generazioni, a vendere per una pipa di tabacco e a spostarsi altrove. 

Rassegna: Impronte dell'Abitare - Terrestra2022

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Abitare un territorio significa trasformarlo, lasciare impronte.

L'uomo abita il territorio e lo trasforma, lascia tracce, ne modifica la morfologia, l'orizzonte, i colori. Lo stravolge, lo deturpa, lo spoglia, lascia macerie e ferite.
Al contempo trova soluzioni abitative innovative e socializzanti. Si ingegna per trovare modi creativi per condividere alcuni spazi senza rinunciare al privato.

Con questa piccola rassegna di film vogliamo provare a capire se esiste un modo dolce di abitare il pianeta, che non sia per forza centrato sulla distruzione di qualcos'altro, in nome del progresso e del profitto.

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DOVE METTI I PIEDI…

…Giacarta affonda, il permafrost si sta sciogliendo.

La Brianza, lo sappiamo, è la provincia più cementificata d’Italia.

Un amico ci ha fornito una riflessione interessante: la situazione che stiamo vivendo è conseguenza di secoli di industrializzazione, urbanizzazione e colonizzazione degli ambienti, durante i quali città, fabbriche ed infrastrutture sono state costruite sulla convinzione che quelle condizioni non sarebbero mai mutate.

In effetti per diversi migliaia di anni il clima non ha subito oscillazioni significative, alimentando l’illusione di una stazionarietà eterna, su cui abbiamo poggiato le fondamenta, teoriche e materiali, della nostra civiltà.

Oggi però la stabilità di quelle fondamenta è minata alla base, e nel profondo: l’emergenza climatica mette in crisi ogni ambito della nostra esistenza, anche perché abbiamo dato sempre per scontato che il terreno su cui abbiamo eretto questa civiltà sarebbe rimasto solido e piano per sempre.

Giacarta affonda, il permafrost si sta sciogliendo.

In Brianza si continua a cementificare.

Come abitiamo questo mondo? Come abiteremo quello a venire?

Ritornano gli appuntamenti di Terrestra, il format a tema ambiente di casa al Bloom e girovago per la Brianza.

Gli altri eventi