Disco
Boy

Disco Boy, Giacomo Abbruzzese

Disco Boy

di Giacomo Abbruzzese, Francia, Italia, Polonia, Belgio, 2023, 92
con Franz Rogowski, Morr N'Diaye, Laetitia Ky, Leon Lucev, Matteo Olivetti

Disco Boy, Giacomo Abbruzzese

Trama

Aleksei è un giovane bielorusso che cerca di raggiungere clandestinamente la Francia. Una volta arrivato l'unico modo per poter essere regolarizzato è di aderire alla Legione Straniera. Si troverà così a combattere sul delta del Niger dove un giovane, Jomo, a sua volta combatte contro le multinazionali che sfruttano il territorio. Sua sorella Udoka vorrebbe invece lasciare il Paese. Aleksei e Jomo si incontreranno e si scontreranno. Ma non solo.
Disco Boy è un film che parla di guerra uscendo dai canoni del genere per affrontare sensazioni e traumi che permangono nell'inconscio.

Regia

Giacomo Abbruzzese

Cast

Franz Rogowski, Morr N'Diaye, Laetitia Ky, Leon Lucev, Matteo Olivetti

Durata

92′

Paese di produzione

Francia, Italia, Polonia, Belgio

Anno di produzione

2023

Premi

Premiato con l'Orso d'Argento al Festival di Berlino 2023.

Calendario

mercoledì 29 marzo 2023
h: 17:30
6,00 € / Intero
4,00 € / Ridotto under 26 e over 65
giovedì 30 marzo 2023
h: 17:30
6,00 € / Intero
4,00 € / Ridotto under 26 e over 65
sabato 1 aprile 2023
h: 19:00
6,00 € / Intero
4,00 € / Ridotto under 26 e over 65
domenica 2 aprile 2023
h: 20:30
6,00 € / Intero
4,00 € / Ridotto under 26 e over 65
martedì 4 aprile 2023
h: 21:30
6,00 € / Intero
4,00 € / Ridotto under 26 e over 65
mercoledì 5 aprile 2023
h: 21:00
6,00 € / Intero
4,00 € / Ridotto under 26 e over 65

Recensioni

LA PAROLA AL REGISTA

Cuore di tenebra di Conrad è uno dei romanzi che mi hanno segnato di più durante l’adolescenza. Anche Apocalypse Now è uno dei miei film di riferimento. Volevo girare un film di guerra che fosse anche un viaggio interiore. C’è una grande permeabilità tra la scena e il personaggio, i luoghi che attraversa e in cui vive raccontano lo stato d’animo di Aleksei e la sua evoluzione.In fase di montaggio, ho cercato di creare una struttura sensoriale con una sorta di vortice al centro del film, la danza. Attorno a essa, le cose riecheggiano, i temi del film ritornano, magari quando lo spettatore non se l’aspetta: la giungla che rientra a poco a poco nel giardino della discoteca, il corpo di Mikhail che si scorge con la coda dell’occhio nella Senna o Aleksei che brinda all’amico scomparso con un calice di Bordeaux. (Dall'intervista al regista contenuta nel Pressbook)

MyMovies - È un film di fantasmi quello che Abbruzzese ci propone. Sono ectoplasmi della memoria che tornano a tormentare chi ne ha visto e toccato concretamente i corpi e non può più liberarsene. Grazie a intuizioni visive di grande efficacia (si veda a titolo d'esempio il combattimento corpo a corpo tutto visto con l'ottica dell'infrarosso notturno) veniamo immersi nel vissuto di un uomo che lascia il proprio Paese in cerca di una nuova vita e si trova invece a misurarsi, quasi sin da subito, con la morte. Una morte procurata e un'altra, di chi hai più vicino, subìta.

 

Wired - Coprodotto, girato e recitato in paesi, luoghi e lingue diverse, è un’opera sincretica in cui tutto viene tenuto insieme dall’interessante sguardo del regista. Uno sguardo mai retorico né giudicante, capace di trasformare una donna di un villaggio africano (l’artista e attivista Laetitia Ky) in una ipnotizzante divinità notturna da discoteca. Uno sguardo che non prescinde mai dalla centralità dei corpi: corpi che si allenano, che strisciano a terra, che combattono, che danzano, che soffrono, che sognano, che amano. E’ anche un film sul potere dell'empatia e su quel senso di umanità che germoglia anche nel più abbrutito degli animi, capace di rovesciare una volta tanto la sensazione che in Italia si vedono (e si fanno) sempre gli stessi film.

 

Cineforum.it - Disco Boy, opera prima di finzione di Giacomo Abbruzzese, italiano trapiantato a Parigi, parte dalla descrizione di due identità contrapposte per abbandonarsi a un viaggio estatico, sempre sul filo del sogno e dell’ipnosi, che attraversa il mondo contemporaneo dove le barriere sono innanzitutto interiori, psichiche prima ancora che geografiche. Dopo l’incontro fatale con Jomo, Alex si ritrova a vivere una vita quasi parallela, alternativa, nei labirintici locali techno di Parigi, dove frammenti di quell’esperienza africana sembrano riaffacciarsi ai suoi occhi, ricomporsi, assumere significati inattesi.

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