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Un Divano a Tunisi, Manele Labidi Labbé

di Manele Labidi Labbé, Tunisia, Francia 2019, 87′, con Golshifteh Farahani, Majd Mastoura Mastoura, Aïsha Ben Miled, Feryel Chammari, Hichem Yacoubi, Ramla Ayari, Moncef Anjegui.

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Selma Derwich, psicanalista trentacinquenne, lascia Parigi per aprire uno studio nella periferia di Tunisi, dov'è cresciuta. Ottimista sulla missione, sdraiare sul lettino i suoi connazionali e rimetterli al mondo all'indomani della rivoluzione, Selma deve scontrarsi con la diffidenza locale, l'amministrazione indolente e un poliziotto troppo zelante che la boicotta. A Tunisi, dove la gente si confessa nelle vasche dell'hammam o sotto il casco del parrucchiere, Selma offre una terza via, un luogo protetto per prendersi cura di sé e prendere il polso della città.

 

Giovedì 22 ottobre dalle 19 alle 22 torna la cena abbinata al film con un menu tunisino.

Posti limitati, prenotazione richiesta: PRENOTA QUI IL TUO POSTO AL CINEMA ED EVENTUALMENTE LA CENA.

Nota: si può partecipare al film senza le cena e viceversa.
Giovedì 22 ottobre gli orari delle proiezioni sono 18,00 e 20,30. E' quindi possibile vedere il film alle 18 e poi cenare o viceversa, prima la cena, dalle 19, poi il film alle 20,30.

 

Premi

Premio del pubblico al festival di Venezia.

Giovedì 22 ottobre 2020 ore 18:00
€6,00 Intero / €4,00 Ridotto under 26 e over 65
Giovedì 22 ottobre 2020 ore 20:30
€6,00 Intero / €4,00 Ridotto under 26 e over 65
Venerdì 23 ottobre 2020 ore 18:00
€6,00 Intero / €4,00 Ridotto under 26 e over 65
Venerdì 23 ottobre 2020 ore 20:30
€6,00 Intero / €4,00 Ridotto under 26 e over 65
Domenica 25 ottobre 2020 ore 18:00
proiezione straordinaria
€6,00 Intero / €4,00 Ridotto under 26 e over 65
Domenica 25 ottobre 2020 ore 20:30
€6,00 Intero / €4,00 Ridotto under 26 e over 65

Recensioni

Mymovies.it - Realizzatrice francese di origine tunisina, Manele Labidi ritrova le sue radici attraverso l'epopea di Selma, eroina scapigliata in bilico tra due culture. Disorientata come la sua psicanalista davanti a un paese in mutazione, la regista sceglie la commedia e si confronta con le barriere culturali di una comunità che si dimostra scettica verso la pratica analitica. La prima qualità di Un divano a Tunisi è proprio la scelta di affrontare il suo soggetto col sorriso. Manele Labidi comprende tutto il potenziale comico della situazione e la dimensione assurda di una società schizofrenica che rifiuta un aiuto psicologico. La comicità affiora a ogni seduta, provocando scene esilaranti e collezionando una galleria di ritratti irresistibili.

 

FilmTv - il nodo centrale del racconto non è il divano ma il suo controcampo, non è la società tunisina ma l’emigrato che vi fa ritorno. È chi vive la condizione ora buffa ora tragica di essere chiamato francese dai tunisini e tunisino dai francesi, dello scoprirsi apolidi, del tornare in patria con la lingua e i saperi del colonizzatore, dell’incarnare la frattura tra due mondi. E del saperci ridere su.

 

il manifesto.it - LA TUNISIA raccontata dal film è quella all’indomani della primavera araba e dell’esilio di Ben Ali, un Paese al crocevia fra il passato e una nuova libertà con tutti i suoi pericoli: sul divano di Selma così come nella commedia adi Labidi si agitano le contraddizioni di una società, i suoi tabù, i «traumi» da elaborare – a volte incorrendo nel rischio della macchietta, mentre proprio il mondo interiore di Selma si perde sullo sfondo, ingoiato da una galleria di personaggi in cui la protagonista cerca il senso del proprio agire, il rapporto con le sue radici di donna anche lei al crocevia fra due mondi e determinata a non cedere a ciò che ci si aspetta da lei.

Futuro random

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