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Border - Creature di confine, Ali Abbasi

di Ali Abbasi, Svezia, Danimarca 2018, 108′, con Eva Melander, Eero Milonoff, Jörgen Thorsson, Ann Petrén, Sten Ljunggren

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Tina ha un fisico massiccio e un naso eccezionale per fiutare le emozioni degli altri. Impiegata alla dogana è infallibile con sostanze e sentimenti illeciti. Viaggiatore dopo viaggiatore, avverte la loro paura, la vergogna, la colpa. Tina sente tutto e non si sbaglia mai. Almeno fino al giorno in cui Vore non attraversa la frontiera e sposta i confini della sua conoscenza più in là. Vore sfugge al suo fiuto ed esercita su di lei un potere di attrazione che non riesce a comprendere. Sullo sfondo di un'inchiesta criminale, Tina lascia i freni e si abbandona a una relazione selvaggia che le rivela presto la sua vera natura. Uno choc esistenziale il suo che la costringerà a scegliere tra integrazione o esclusione.

Premi

Il film ha ottenuto 1 candidatura a Premi Oscar, è stato premiato al Festival di Cannes nella sezione Un certain regard, 4 candidature agli European Film Awards

Giovedì 18 aprile 2019 ore 20:30
€6,00 intero / €4,00 ridotto (over 65, under 26)
Venerdì 19 aprile 2019 ore 20:30
€6,00 intero / €4,00 ridotto (over 65, under 26)
Sabato 20 aprile 2019 ore 20:00
€6,00 intero / €4,00 ridotto (over 65, under 26)
Lunedì 22 aprile 2019 ore 20:30
Film in lingua originale sottotitolato
€6,00 intero / €4,00 ridotto (over 65, under 26)
Martedì 23 aprile 2019 ore 21:30
€6,00 intero / €4,00 ridotto (over 65, under 26)
Mercoledì 24 aprile 2019 ore 20:30
€6,00 intero / €4,00 ridotto (over 65, under 26)

Recensioni

mymovies.it. Autore svedese di origine iraniane, Ali Abbasi realizza un film sorprendente e immaginifico che inquieta e insieme meraviglia, incrociando cronaca sociale e atmosfera fantastica. I colpi di scena, tutti di rilievo, non sono mai gratuiti in Border che interroga la nozione di umanità, di animalità e le loro frontiere. Se la natura umana è mostruosa, non ci restano forse che i mostri per farci la lezione proprio come nelle favole gotiche di Guillermo del Toro.
(...) La questione del confine, sollevata fin dal titolo e assunta concretamente con la dogana del porto, si risolve per Tina nel mezzo, nel tentativo di abbattere le barriere, prima di tutto mentali, nei confronti degli altri. Resistente e inatteso come la sua protagonista, una poderosa Eva Melander dissimulata dalla protesi facciale, Border impressiona e destabilizza in permanenza lo spettatore, rinnovando l'appello alla tolleranza. Mentre l'Europa si trincera dietro i suoi confini, il film di Abbasi incoraggia, con un'efficacia delirante, l'apertura di tutte le frontiere.

 

"Il film di Ali Abbasi, il regista iraniano-svedese premiato a Cannes: "L'estetica di Hollywood non è la realtà" (...). È l' inizio di un viaggio d'investigazione criminale su una rete di pedofili, ma anche di presa di coscienza personale, costellato da potenti (insvelabili) colpi di scena. 'Border- Creature di confine', tratto dal racconto Gräns dello scrittore svedese John Ajvide Lindqvist è favola mitologica, thriller, racconto morale e sociale che affronta i temi di identità di genere e integrazione." (Aranna Finos, 'La Repubblica', 14 marzo 2019)

 

"(...) Ci sono volute un'attrice svedese, un attore finlandese e un regista di origine iraniana per realizzare questo strano film, contenente elementi di "fantastico" ma ben radicato nella realtà. Ci si sente la cultura nordica dei troll e degli elfi (l'origine è un racconto di John Ajvide Lindqvist, detto "lo Stephen King scandinavo"); però ciò che importa al regista è interpellare lo spettatore sull'idea di normalità. Qual è la linea di frontiera tra umano e animale? Che cosa è bello e che cosa è brutto? Certo, accostarsi a un film come Border non è facile: ma chi lo fa ne sarà premiato da momenti di pura emozione." (Roberto Nepoti, 'La Repubblica', 28 marzo 2019)

 

filmtv.press.  Ali Abbasi, vincitore con questo secondo lungometraggio del Certain regard a Cannes 2018, innesta il folklore scandinavo nella tradizione del nordic noir, mettendo il tutto al servizio di un racconto morale che si chiede continuamente cosa significhi essere umani - in senso etico, prima che genetico. La rabbia di Tina e Vore è quella di chiunque sia costretto a vedersi diverso, nel loro passato c’è lo spettro di un razzismo che confina con la pulizia etnica, e il fatto che “troll”, nella contemporaneità, sia diventato il termine per indicare chi fomenta l’odio, è solo uno dei tasselli di un simbolismo sfacciato ma felicemente irruente. Perché il confine del titolo non è solo la dogana dove Tina lavora, ma anche quello tra razze, quello tra i sessi, quello tra maternità e infertilità: confini artificiali, labili, che si fanno liquidi nel corpo di Tina, ma troppo resistenti intorno a lei.

Futuro random

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