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Ti Mangio il Cuore, Pippo Mezzapesa

di Pippo Mezzapesa, Italia 2022, 115′, con Elodie, Francesco Patané, Francesco Di Leva, Lidia Vitale, Giovanni Trombetta

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Promontorio del Gargano. I Malatesta e i Camporeale sono in guerra da sempre, e Michele Malatesta ha vendicato l'eccidio di tutta la sua famiglia avvenuto nel 1960. Più di quarant'anni dopo, le due famiglie sembrano aver instaurato una tregua, favorita da una terza famiglia, i Montanari. Ma Andrea Malatesta, il figlio prediletto di Michele, perde la testa per Marilena, la bellissima moglie di Santo Camporeale, ed è di nuovo guerra senza esclusone di colpi, destinata a protrarsi nel tempo e a travolgere persone e cose. Nessuno saprà più di chi potersi fidare, così come nessuno potrà evitare di entrare in qualche misura nella spirale della violenza.

Premi

Presentato alla Mostra del Cinema di Venezia 2022

Giovedì 6 ottobre 2022 ore 16:00
Venerdì 7 ottobre 2022 ore 20:30
€6,00 Intero / €4,00 Ridotto under 26 e over 65
Domenica 9 ottobre 2022 ore 20:30
€6,00 Intero / €4,00 Ridotto under 26 e over 65
Martedì 11 ottobre 2022 ore 21:30
€6,00 Intero / €4,00 Ridotto under 26 e over 65
Mercoledì 12 ottobre 2022 ore 18:00
€6,00 Intero / €4,00 Ridotto under 26 e over 65
Mercoledì 12 ottobre 2022 ore 21:00
€6,00 Intero / €4,00 Ridotto under 26 e over 65

Recensioni

Mymovies - Le musiche di Theo Teardo sostengono in pathos della storia che funziona, anche nel montaggio di Vincenzo Soprano, per accumulo - soprattutto di cadaveri. Da un lato Mezzapesa ha il coraggio di rimanere estremo fino in fondo, e la capacità registica per donare un'eleganza formale ad una storia di efferata brutalità. Dall'altro qualche momento di respiro in più avrebbe reso la narrazione meno grave e meno estrema. Ma il pubblico potrebbe innamorarsi di questa partitura western a tinte forti (nonostante il bianco e nero) con la stessa passionalità incandescente con cui Marilena e Andrea bruciano sulla fiamma del loro peccato.

 

FilmTv.press - È Marilena la miccia, è lei che fa da sirena e da specchio, da simbolo e da illusione. È una donna, e in Ti mangio il cuore (grande titolo), che è un mafia movie di soli uomini, le donne sono due: Marilena, che chiaramente è percepita come una zoccola, e mamma Malatesta, e la mamma è la più spietata di tutti, perché mamma è sacralità, mamma è religione. Il grido allora è anche un’immagine, l’immagine del film: il grido distorce i lineamenti, svela ipocrisie endemiche, porta alla luce il mostro che cova sotto un mondo schifoso. Può essere perciò un grido utile, ancorché esagerato e bulimico (con tanto di pianisequenza articolati e tecnicamente ineccepibili).

Futuro random

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