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Futura, Pietro Marcello, Francesco Munzi, Alice Rohrwacher

di Pietro Marcello, Francesco Munzi, Alice Rohrwacher, Italia 2021, 105′, con le ragazze e i ragazzi.

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Futura è un’inchiesta collettiva svolta da Pietro Marcello, Francesco Munzi e Alice Rohrwacher che ha lo scopo di esplorare l’idea di futuro di ragazze e ragazzi tra i 15 e i 20 anni incontrati nel corso di un lungo viaggio attraverso l’Italia. Un ritratto del Paese osservato attraverso gli occhi di adolescenti che raccontano i luoghi in cui abitano, i propri sogni e le proprie aspettative tra desideri e paure.

«Marcello, Rohrwacher e Munzi hanno fatto qualcosa di raro e di prezioso: un lavoro collettivo, in cui l’autorialità e l’ego dell’artista sono completamente sacrificati alla causa del film, del dare voce e dell’ascoltare, si sentono marginalmente le loro domande ma guai attribuire una scena all’uno o all’altra, perché le voci sono state a volte ridoppiate. Un percorso di ricerca, agli antipodi di Comizi d’amore di Pasolini per intenderci, senza tesi e senza sintesi, senza mai commentare o giudicare le risposte raccolte, anche per questo molto affine alla poetica che a Codici abbiamo nei lavori con i ragazzi e con le ragazze.»  (Stefano Laffi, su Codiciricerche, 13.07.2021)

 

Ospite in sala Stefano Laffi, sociologo e ricercatore, i cui libri hanno ispirato il film.

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Evento in collaborazione con Mezzago Democratica.

 

 

Premi

presentato alla Quinzaine al Festival di Cannes.

Giovedì 2 dicembre 2021 ore 20:30
€6,00 Intero / €4,00 Ridotto under 26 e over 65

Recensioni

NOTE DI REGIA:
Ci siamo incontrati alla fine del 2019 con la voglia di realizzare un film insieme. A tutti noi è stato chiesto, nel corso della nostra carriera, di partecipare a lavori collettivi realizzando l’episodio di un progetto comune. La realizzazione di un singolo episodio pone tuttavia un grande limite alla possibilità di vivere un’esperienza di vera condivisione. Per noi lavorare insieme significa soprattutto guardare il lavoro dell’altro.
Per questo, fin dal primo incontro, la nostra idea è stata quella di realizzare un’opera autenticamente collettiva, in cui la collettività fosse messa al servizio di un progetto organico. Un film in cui la pluralità non si esprimesse nella natura episodica ma nella molteplicità della regia, recuperando un’idea di cinema presente nel passato ma di cui oggi esistono pochi esempi.
Da questo desiderio nasce Futura, un lavoro condiviso che ha lo scopo di raccontare i giovani italiani e tratteggiare, attraverso i loro occhi e le loro voci, un affresco del Paese. Un film di sentimento che attraverso gli adolescenti ci restituisce come in uno specchio l’immagine di noi adulti. Futura non è un film di osservazione e non è propriamente inscrivibile in quella vasta produzione definita cinema della realtà. Si tratta di un reportage nella sua forma più nobile. Nel realizzarlo ci siamo messi a servizio delle storie, subordinando il nostro ruolo di registi a quello di testimoni ed esecutori con l’intento di produrre un materiale filmico da raccogliere in una sorta di archivio del contemporaneo. Un archivio al quale abbiamo avuto accesso nella fase di montaggio e dentro al quale abbiamo scavato riportando alla luce le immagini, così da creare con la distanza necessaria un rapporto con il presente.

 

MyMovies - L'intento sembra quello dei grandi reportage attraverso l'Italia realizzati da Sergio Zavoli, Pier Paolo Pasolini o Liliana Cavani, e Futura cita esplicitamente brani delle inchieste di Mario Soldati, Luigi Comencini e Gianfranco Mingozzi. I ragazzi, per i tre registi, sono "divenenti", vite al confine dell'età adulta sul punto di trasformarsi, come "creature sovrannaturali". La loro percezione è che non ci sia futuro in Italia, dove non riescono a "lasciare un segno" e si sentono continuamente "giudicati". "Qua la felicità non ce la vedo", concludono, immaginando di trasferirsi in un El Dorado straniero.

 

FilmTv - Un viaggio nel paese, attraverso e dentro le sue pieghe, lasciandosi guidare da un sentimento genuino di curiosità e desiderio d’incontro. Dal sud al nord, inseguendo le voci di una galassia sempre presente, mai vista, ancor meno ascoltata. Rispetto al modello pasoliniano, Pietro Marcello, Francesco Munzi e Alice Rohrwacher lasciano affiorare a volte un po’ troppo il loro pensiero (come di chi ha già alcune risposte…), ma onore al merito d’averci provato, a uscire dal seminato dei discorsi ammessi per raccontare “i giovani”. Importante il desiderio e il progetto di ricucire un paese a brandelli, rimettendo insieme i vari timbri delle sue diverse voci, ridotti sempre a luogo comune televisivo.

 

Cineuropa - Un’opera che “si muove sulla superficie dell’età giovane” e che si trasforma in corsa, quando irrompe il coronavirus, tramutandosi nel "diario di uno stato d'animo contagiato". L’atmosfera si fa più cupa, dai volti coperti per metà dalle mascherine spiccano gli occhi di questi giovani un po’ spenti, rassegnati. La visione di Futura fa male, così come, per altri versi, fanno male le immagini di repertorio del G8 di Genova e della mattanza alla scuola Diaz, risalenti esattamente a vent’anni fa, che i registi a un certo punto scelgono di inserire. Un momento che segna il passaggio “dal social forum al social network”, come sintetizza Rohrwacher a Cannes, un evento traumatico che ha segnato la generazione immediatamente precedente, associando tristemente il concetto di ribellione a quello di violenza.

Futuro random

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