Filmix#1

Filmix#1, Federico Iris Osmo Tinelli

Filmix#1

di Federico Iris Osmo Tinelli, Italia, 2025, 54
con Laura Malnati, Roberto Stile

Filmix#1

Trama

FILMIX nasce dall’incontro tra i video YouTube di DJ set filmati con droni e il cinema classico. Non c’è copione: gli attori improvvisano sulla musica, creando una sceneggiatura mai scritta. La montagna diventa personaggio: elargisce bellezza ma resta indifferente al destino umano, come in certi figure di Kubrick (Alex, HAL, Stranamore), che uniscono umano e disumano, fascino e minaccia, vertigine e mistero.

Regia

Federico Iris Osmo Tinelli

Cast

Laura Malnati, Roberto Stile

Genere

sperimetale

Paese di produzione

Italia

Anno di produzione

2025

Durata

54′

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Calendario

giovedì 2 aprile 2026
h: 20:30
7,00 € / Intero
5,00 € / Ridotto over 65 e Soci Bloom
4,00 € / Ridotto Under 26

Note
di
Regia

"La Grigna è un luogo che frequento da anni. A lungo ho evitato di riprendere la montagna: era come se percepissi qualcosa di sacro, per me che sono un alpinista. Poi all’improvviso il mio sguardo è mutato, ho desiderato fosse al centro del progetto. E così siamo saliti per i sentieri con 15 chili di attrezzature a testa, per trovarci in questo grandioso anfiteatro del creato". Federico Iris Osmo Tinelli

 

Sono cresciuto con la tv a mo’ di bambinaia: ero il quarto di cinque maschi, i miei genitori lavoravano e passavo ore davanti al tubo catodico (non c’erano ancora i televisori al plasma). Più grande mi ritrovai a vivere lo stare davanti a un rettangolo che emette immagini e suoni, parte del mio contatto con il mondo. Il grande schermo e i grandi autori fecero irruzione nell’adolescenza; cambiai varie scuole fino a fermarmi in una secondary school di cinema e poi tre anni di regia. Da allora, negli ultimi trent’anni, ho fatto ricerca col cinema, sperimentale ma pensato per la sala, mai per tv o galleria d’arte. Ho sempre visto lo spazio cinema (sala, persone sedute nel silenzio, immerse nelle tenebre) come unico possibile. Non ho televisione e non mi manca. Dopo che i miei film esauriscono la loro vita nei festival, preferisco lasciarli sul mio canale youtube; di un artista si misura l’intero percorso.

Recensioni

Sul concetto di Filmix
Negli ultimi anni è emersa su YouTube una tendenza che si è rapidamente evoluta in un tipo distinto di
prodotto audiovisivo: in parte “Drone-Video-Art”, in parte video promozionale per DJ e operatori turistici
territoriali. In questo tipo di produzione, uno o più DJ si incontrano con un pubblico (o talvolta si esibiscono
senza) in una location particolarmente suggestiva. Telecamere e droni riprendono la performance sia da
vicino che da lontano. Durante la fase di montaggio, la performance dal vivo viene alternata a paesaggi in
“Aerial View”. FILMIX fonde questo linguaggio nato su YouTube con il cinema classico—quel cinema che
racconta una storia, in cui i personaggi intrecciano relazioni ed esperiscono emozioni. A differenza del
cinema classico, però, in questo caso gli attori non seguono un copione; improvvisando sulla musica, creano
gradualmente una sceneggiatura mai scritta.


Sul rapporto tra il cinema (in particolare quello di Kubrick) e la montagna
Kubrick ha esplorato alcune delle dimensioni più ancestrali dell’esistenza umana, con uno sguardo quasi
onnisciente al limite dell’“extra-umano”. Intuitivamente, alcuni aspetti del suo cinema (mai ambientato
esplicitamente in territori montani) potrebbero essere immaginati tra le cime, luoghi per eccellenza in cui è
possibile sperimentare spontaneamente “intuizioni” di eternità, longevità, memoria ancestrale e persino
“vertigine abissale interiore”. In FILMIX, le montagne non sono soltanto un ambiente, ma anche un
personaggio—un’entità generosa nel donare bellezza, ma che esprime anche una volontà di potenza e può
rivelare una gelida indifferenza verso il destino umano. Questo riflette i personaggi chiave di Kubrick, che
spesso detengono poteri di vita e di morte sugli altri: per esempio, Alex ne Arancia Meccanica, il supercomputer
HAL in 2001: Odissea nello spazio, o Dr. Stranamore, tutti caratterizzati da tratti umani ma
anche da qualità fredde, impenetrabili, indefinite, ambigue o sinistre—proprio come le montagne stesse.

La Montagna come Metafora di Molte Cose
•Crescita personale e spirituale: L’ascesa verso la vetta rappresenta l’elevazione spirituale e l’automiglioramento,
richiedendo perseveranza e determinazione.
•Isolamento e introspezione: La montagna, con la sua solitudine, offre un ambiente favorevole alla
riflessione interiore e alla scoperta di sé.
•Prospettiva: La vetta offre una visione ampia, simbolo di chiarezza mentale o di visione d’insieme.
•Transitorietà: I cambiamenti meteorologici, le variazioni climatiche o l’erosione delle montagne sono
metafore del passare del tempo e dell’impermanenza.
•Sfida all’ignoto: Simboleggia l’esplorazione di ciò che è sconosciuto o inaspettato.
•Immensa vastità: Rappresenta qualcosa di vasto e incommensurabile, spesso collegato alla natura o
all’universo.
•Pericolo: I rischi associati alla scalata simboleggiano le difficoltà intrinseche nel prendere decisioni.
•Vertigine: Simboleggia la paura di affrontare grandi cambiamenti o l’incertezza di fronte all’ignoto.
•Separazione: La loro altezza e maestosità creano distanza, simbolo di divisioni fisiche o emotive.
•Bellezza inaccessibile: Rappresenta qualcosa di straordinario, ma difficile da raggiungere o possedere.
•Scala del tempo: Le montagne, formatesi nel corso di milioni di anni, simboleggiano la vastazza e la
lentezza del tempo geologico rispetto alla vita umana.
•Desiderio irraggiungibile: Le cime più alte evocano obiettivi che sembrano impossibili da toccare.
•Richiamo all’umiltà: La loro grandezza mette in prospettiva l’ego umano, ricordandoci la nostra
piccolezza.

 

Dal Pressbook del film

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