di Annemarie Jacir, Regno Unito, Qatar, 2025, 119′
con Jeremy Irons, Liam Cunningham, Billy Howle, Robert Aramayo, Hiam Abbass, Christopher Villiers, Sam Hoare, Yumna Marwan, Yasmine Al Massri, Saleh Bakri, Dhaffer L’Abidine, Sofia Asir, Adam Lawrence
Ambientato in Palestina nel 1936, durante la rivolta araba contro la trentennale occupazione
britannica, racconta del giovane Yusuf, in perpetuo movimento tra il villaggio del quale è originario e
Gerusalemme, mentre cominciano ad arrivare gli ebrei in fuga dall’Europa e dalle leggi antisemitiche. I
conflitti, i personaggi e le loro aspirazioni si intrecciano nella storia epica di un popolo, arricchita
anche di notevoli e rari materiali d’archivio.
Presentato al Festival di Toronto, il film della regista palestinese Annemarie Jacir ci riporta alle origini
di tutto, a quelle scellerate decisioni da parte della Gran Bretagna che, nel 1936, portarono alla nascita di
quel conflitto che, 90 anni dopo, continua a insanguinare la Terra Santa. Un film storico didascalico ma
per nulla banale.
Quinlan.it - Annemarie Jacir si lancia in una rivisitazione accurata della Gerusalemme sotto Mandato brittanico, a testimoniare come il conflitto attuale sia figlio di dinamiche antiche, vessatoie fin da subito nei confronti della componente araba. Epico, a tratti semplificatorio ma appassionante.
Sentieri Selvaggi - Molti sono i fili del racconto ed è avvincente perdersi tra i personaggi. Il valore è duplice: oltre ad accrescere una trama speziata e stimolante, i personaggi offrono la possibilità di ampliare lo sguardo storico. Così, tra chi imbraccia fucili, chi indice scioperi e chi si prende cura dei rivoluzionari si percepisce che non c’è alternativa alla resistenza. Emerge anche la figura di Khouloud, coraggiosa giornalista, parte della resistenza palestinese non armata e moglie di un ricco palestinese che non disdegna di mantenere contatti con i colonizzatori. Khouloud oppone la penna alle violenze britanniche e risveglia un senso di appartenenza forse perduto. Di fronte agli orrori compiuti dall’esercito, l’indifferenza diventa un lusso inaccettabile e la sua lotta un monito universale.