di Maryam Touzani, Spagna, 2025, 116′
con Carmen Maura, Marta Etura, Ahmed Boulane, María Alfonsa Rosso, Miguel Garcés
Maria Angeles, una donna spagnola di 79 anni, vive da sola a Tangeri, in Marocco, e si gode la sua routine quotidiana. All’improvviso, la sua vita viene sconvolta quando sua figlia arriva da Madrid per vendere l’appartamento in cui ha sempre vissuto.
Determinata a restare, Maria Angeles fa tutto il possibile per riavere la sua casa e i suoi averi e, inaspettatamente, riscopre l’amore e la sensualità.
Calle Málaga è nato da un profondo bisogno di ritrovare un legame con i miei ricordi, esplorarli e riportarli in vita. Credo che ciò che creiamo sia un’eco delle tracce che la vita lascia dentro di noi. Quando sono nata, la mia nonna spagnola viveva già con i miei genitori a Tangeri. Come molti spagnoli, si era trasferita lì da bambina e vi era rimasta per il resto della sua vita. Non avrebbe mai potuto immaginare di lasciare la città che adorava, la sua città. Oggi riposa in un cimitero dimenticato di Tangeri, insieme ad altri che, come lei, hanno scelto questa terra come casa. Crescendo, ho visto i suoi amici – parte della grande comunità spagnola – lottare per evitare di essere sradicati. Erano spesso incompresi dai loro figli, che si erano trasferiti in Spagna e volevano che li seguissero. Quell’attaccamento viscerale mi ha commosso profondamente. Ho sentito il bisogno di esplorare questo forte legame, e il personaggio di María Ángeles ha finito per incarnare non solo quel desiderio, ma anche altri interrogativi che mi tormentavano da anni. Credo che invecchiare sia un privilegio e che ogni ruga sul nostro viso sia la testimonianza di una vita vissuta appieno, con tutte le sue gioie e i suoi dolori. Volevo ritrarre un invecchiamento diverso, ancora pieno di vita, a dispetto dei limiti che gli vengono spesso imposti.
Attraverso María Ángeles volevo confrontarmi con le opinioni della società sull’invecchiamento – le aspettative, i pregiudizi, le barriere – e fargliele superare. Credo nella libertà di invecchiare come vogliamo. Volevo raccontare una storia diversa: vibrante, sensuale e provocatoria. E nel farlo, tornare alle mie radici, girare il mio primo lungometraggio in questa città che è anche la mia.
FilmTv.it - La riappropriazione di sé attraverso gli oggetti e la loro sicurezza diventa un proverbiale viaggio di scoperta e di nuove possibilità (anche amorose), che Touzani elabora anche come fantasia alternativa sul ricordo della nonna. Un racconto della terza età piccolo e mite, che come la protagonista non vuol far rumore e che ha la fortuna di reggersi sulle spalle robuste di una sempre splendida Carmen Maura.
Sentieri Selvaggi - Che cosa fa di un luogo una cultura e di una città un’identità? Che cos’è “straniero” e cosa no al confine di un continente che sporge sul mare e solo l’Oceano lo separa da altre storie e modi di stare al mondo? Calle Málaga di Maryam Touzani, arrovellandosi tra le sue affezioni, ragiona proprio su questo, con la grazia di un film di interni che si interroga sul senso di una casa.
(...) Calle Málaga diventa presto “atto d’amore” verso una città – come ci ha raccontato la stessa cineasta – che per i genitori è il posto del cuore e per i figli quello del profitto. Sta in questo scarto il senso del dramma di Tazouni, dove il senso di appartenenza si scontra con il possesso, tra gli amori immateriali di una (auto)biografia familiare e il presente sempre più razionalizzato fatto di conteggi, spese, numeri.