di Fabrice Du Welz, Belgio, 2024, 155′
con Anthony Bajon, Alba Gaïa Bellugi, Alexis Manenti, Sergi López, Laurent Lucas.
Belgio, 1995. La preoccupante scomparsa di due giovani ragazze sconvolge la popolazione e scatena una frenesia mediatica senza precedenti. Paul Chartier, giovane gendarme idealista, si unisce all'operazione segreta Maldoror dedicata alla sorveglianza di un sospettato recidivo. Frustrato dalle disfunzioni del sistema di polizia, Chartier si lancia da solo in una caccia all'uomo che lo farà sprofondare nell'ossessione.
Presentato fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia 2024, Maldoror ripercorre liberamente l’orrorifico caso del mostro di Marcinelle, inabissandosi sequenza dopo sequenza in una dimensione malata e malefica, claustrofobica, priva di luce e speranza.
Cineuropa - Maldoror è un affresco impegnativo e popolare di grande respiro sul Belgio degli anni '90, sulle sue disfunzioni e sui suoi traumi collettivi, ma anche sulla tentacolare perversità del male.
Quinlan.it - Du Welz via via frammenta il racconto e soprattutto l’indagine (già fatta a pezzi dalle vistosissime falle delle forze dell’ordine del Belgio, al tempo divise tra gendarmeria, polizia giudiziaria e polizia locale), sovrappone realtà e allucinazione, sospinge il malcapitato Chartier verso errori, trappole, balzane missioni in solitaria. Tra le pieghe del film si respirano il male, l’orrore e il dolore che impregnavano i celebri canti di Ducasse, quella stessa eccessiva violenza. Eccessiva ma reale. Reale ma nascosta. Ed è qui, tra questi anfratti angusti e bui, che il cinema di Du Welz scardina i confini del polar e del true crime, mettendoci di fronte a una manifesta finzione che muta in una realtà brutale e a suo modo limpida.