di Carla Simón, Spagna, Germania, 2025, 115′
con Llúcia Garcia, Mitch Martín, Tristán Ulloa, Alberto Gracia, Miryam Gallego
Videocamera a mano e diario della madre in tasca, Marina parte alla volta della Galizia e della famiglia di suo padre, morto di AIDS molti anni prima. Adottata 'altrove', ha bisogno di un certificato anagrafico per ottenere una borsa di studio. Ma dietro alla ragione ufficiale, si nasconde il desiderio ardente di ricostruire la vita dei suoi genitori, su cui la famiglia mantiene un rigoroso riserbo. Tutti vogliono dimenticare, tutti vogliono seppellire il passato che ha sciolto i sogni dell'avvenire con eroina e zucchero. Negli stessi luoghi in cui sua madre e suo padre sono stati innamorati e felici, disperati e sconfitti, Marina troverà il suo posto e lo slancio per il futuro.
Romería – Il mare dei ricordi è un film sulla memoria: quegli sfuggenti momenti familiari che potremmo non comprendere mai appieno. Ho cercato di ricostruire la storia dei miei genitori attraverso i ricordi della mia famiglia e di chi li ha conosciuti, ma ho fallito.
La natura intrinsecamente frammentata della memoria gioca un ruolo, ma l’ostacolo principale è lo stigma che circonda l’AIDS, che offusca questi ricordi. Questa storia mira a recuperare l’eredità di una generazione dimenticata che ha subito le duplici conseguenze della dipendenza da eroina e della comparsa di un nuovo virus. Una parte della memoria storica spagnola che merita di essere rivisitata.
Frustrata dall'impossibilità di scoprire la storia completa dei miei genitori, mi sono dedicata a creare la memoria che mi mancava. Possiamo creare la nostra memoria quando questa non esiste? Credo che possiamo – e dobbiamo – farlo per stabilire un rapporto più sano con il passato e dare forma alla nostra identità. Fortunatamente, io ho il cinema.
Carla Simón
Quinlan.it - Bastano le prime sequenze di Romería, terzo lungometraggio da regista per la trentanovenne catalana Carla Simón, per rendersi conto del livello di stratificazione che la vincitrice dell’Orso d’Oro con Alcarràs utilizza all’interno della sua messa in scena. Ci sono tre piani narrativi possibili, che racchiudono in loro anche tre diversi momenti della narrazione, e del suo senso. (...) Il cinema come memoria e liberazione allo stesso tempo, conservazione e rivoluzione in un istante unico: Romería conferma le eccellenti qualità registiche di Carla Simón, ed è in grado di commuovere senza mai ricattare il proprio pubblico.
RollingStone - È cinema di scrittura e, pure lui, d’indagine, dove contano soprattutto le parole: quelle dette, quelle non dette, soprattutto quelle scritte. Il copione, della stessa regista, è ispirato ai diari di sua madre, che sono anche il nostro filo rosso: emotivo, antropologico, anche politico (qual è la malattia indicibile che ha sconvolto gli anni ’80 e ’90?). Qui sta il punto, nel cinema di Simón: il personale è collettivo, sempre.