Yannick
-
La
rivincita
dello
spettatore

Yannick - La rivincita dello spettatore, Quentin Dupieux

Yannick - La rivincita dello spettatore

di Quentin Dupieux, Francia, 2023, 69
con Raphael Quenard, Pio Marmaï, Blanche Gardin, Sébastien Chassagne, Agnès Hurstel

Yannick - La rivincita dello spettatore

Trama

Per le vie di Parigi, in un teatro senza troppe pretese, va in scena una commedia dal titolo "Il cornuto". Sul palcoscenico ci sono lui, lei e l'altro, tra battute e ammiccamenti. Sembra una serata come le altre, ma dal nulla uno spettatore si alza in piedi per protestare: lo spettacolo non è all'altezza delle sue aspettative. Gli attori sono spiazzati e provano a cacciarlo, ma l'uomo, armato di pistola, prende tutti in ostaggio e decide di scrivere una scena in prima persona da far interpretare alla troupe.

NOTE DI REGIA
Il 99% dei film sono noiosi. Questo no.

Regia

Quentin Dupieux

Cast

Raphael Quenard, Pio Marmaï, Blanche Gardin, Sébastien Chassagne, Agnès Hurstel

Genere

Commedia

Paese di produzione

Francia

Anno di produzione

2023

Durata

69′

Premi

Presentato in concorso al Festival di Locarno 2023.

Calendario

giovedì 25 gennaio 2024
h: 17:30
7,00 € / Intero
5,00 € / Ridotto over 65 e Soci Bloom
4,00 € / Ridotto Under 26
venerdì 26 gennaio 2024
h: 20:30
7,00 € / Intero
5,00 € / Ridotto over 65 e Soci Bloom
4,00 € / Ridotto Under 26
sabato 27 gennaio 2024
h: 19:00
7,00 € / Intero
5,00 € / Ridotto over 65 e Soci Bloom
4,00 € / Ridotto Under 26
domenica 28 gennaio 2024
h: 20:30
7,00 € / Intero
5,00 € / Ridotto over 65 e Soci Bloom
4,00 € / Ridotto Under 26
martedì 30 gennaio 2024
h: 21:30
7,00 € / Intero
5,00 € / Ridotto over 65 e Soci Bloom
4,00 € / Ridotto Under 26
mercoledì 31 gennaio 2024
h: 17:30
7,00 € / Intero
5,00 € / Ridotto over 65 e Soci Bloom
4,00 € / Ridotto Under 26

Recensioni

Mymovies.it - Nel suo atto di ribellione, di chi si alza in piedi nel mezzo dello spettacolo per dire che la storia non gli piace e che pretende spiegazioni come "se avesse trovato un capello nel piatto al ristorante", si nasconde un tema non originale ma trattato qui in modo viscerale e poco accademico, esplorando quella tensione inestricabile tra chi racconta una storia e chi accetta di sedersi ad ascoltarla.
È, come sempre nella vita, una questione di potere, e Dupieux la movimenta su e giù dal palco, coinvolgendo e ribaltando spesso gli equilibri tra il pubblico in sala e i tre malcapitati sulla scena.

 

Sentieri Selvaggi - Yannick rompe il vincolo di ruolo tra chi si trova in scena e il pubblico. Quali sono i confini entro cui definire un’opera d’arte? Esistono dei criteri oggettivi in questo senso? L’azione quasi pirandelliana di disturbo del protagonista nei confronti degli attori in sala scardina anche quel rapporto di tacita complicità che si ripete ogni sera in tutti i teatri del mondo.

 

Cineuropa - Intorno a questo personaggio centrale, che ridefinisce le regole del gioco e parla ad alta voce, Quentin Dupieux tesse un arazzo molto sottile che è allo stesso tempo cerebrale, ambiguo e diretto, utilizzando oggetti di scena minimalisti (una pistola, un computer, una stampante) per far interagire gli attori e il pubblico. Salendo sul palcoscenico, Yannick solleva il velo sul lato più oscuro di una società con un profondo deficit di dialogo, e Quentin Dupieux riesce a trovare un equilibrio perfetto tra umorismo caustico, molto divertente ma comunque scomodo, e una forma di tenerezza che rende il suo protagonista accattivante nonostante la sua aggressività senza filtri.

 

Longtake - Dove sta la vera arte se tutto è soggettivo? Sembra chiedersi sornione Dupieux in questo lungometraggio piccolo (anche nella durata: solo 65 minuti) ma incisivo e ficcante al punto giusto. L’andamento generale ha passaggi prevedibili ma non ha alcun calo, grazie alla buona gestione dei tempi di montaggio e alle battute di una sceneggiatura ben calibrata e capace di mettere alla berlina diverse nostre certezze di spettatori.

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