Una
sterminata
domenica

Una sterminata domenica, Alain Parroni

Una sterminata domenica

di Alain Parroni, Italia, 2023, 115
con Enrico Bassetti, Zackari Delmas, Federica Valentini, Lars Rudolph

Una sterminata domenica, Alain Parroni

Trama

Roma, piena estate. Alex, Brenda e Kevin ronzano tra la campagna del litorale e la città eterna tentando di resistere all'inesorabile avanzare del tempo e del caldo.
Alex ha appena compiuto 19 anni, Brenda è incinta e Kevin riempie la città con il suo nome: ognuno tenta di lasciare il proprio segno nel mondo. Una catena ininterrotta di situazioni, paradossi e caratteri si alternano fra loro in una costruzione narrativa vicina ad un anticonvenzionale romanzo di formazione. Le singole esperienze che Alex, Brenda e Kevin vivono, non sono una casuale sequenza di avventure bensì i gradini sulla scala del processo di orientamento, di crescita e maturazione. Le avventure sentimentali e la conquista dell'autonomia fanno da perno alle situazioni in cui Kevin e Brenda si invischiano, agendo d'istinto ma catalizzando passo dopo passo la corsa al grido "IO ESISTO" di Alex.

Regia

Alain Parroni

Cast

Enrico Bassetti, Zackari Delmas, Federica Valentini, Lars Rudolph

Durata

115′

Paese di produzione

Italia

Anno di produzione

2023

Premi

Festival di Venezia 2023: Premio Speciale Giuria Orizzonti; Premio Fipresci Miglior Opera Prima; Film della Critica – Sncci

Calendario

giovedì 28 settembre 2023
h: 17:30
7,00 € / Intero
5,00 € / Ridotto over 65 e Soci Bloom
4,00 € / Ridotto Under 26
giovedì 28 settembre 2023
h: 20:30
7,00 € / Intero
5,00 € / Ridotto over 65 e Soci Bloom
4,00 € / Ridotto Under 26
sabato 30 settembre 2023
h: 19:00
7,00 € / Intero
5,00 € / Ridotto over 65 e Soci Bloom
4,00 € / Ridotto Under 26
domenica 1 ottobre 2023
h: 20:30
7,00 € / Intero
5,00 € / Ridotto over 65 e Soci Bloom
4,00 € / Ridotto Under 26
martedì 3 ottobre 2023
h: 21:30
7,00 € / Intero
5,00 € / Ridotto over 65 e Soci Bloom
4,00 € / Ridotto Under 26

Recensioni

NOTE DI REGIA

La mia generazione è una questione di linguaggio.
Raccontare la propria realtà nel 2023 è un atto tenero e prepotente che implica l’affronto delle
profonde ambiguità, degli stereotipi e delle contraddizioni nella società mediatica in cui si è
cresciuti.
Siamo contaminati: bombardati da un reflusso di citazioni, da un agglomerato di immagini, da una simultaneità di informazioni ed emozioni provenienti dal cinema, da internet e dalla fotografia di massa.
Se vivi in campagna, a 30 km da una delle più antiche città del mondo, sei comunque inondato da pellicole hollywoodiane, pop e anime giapponesi diffusi dalle tv generaliste, nonché da film di autori sconosciuti, scaricati da server remoti e sottotitolati approssimativamente.
Offrire uno sguardo onesto richiede la messa in discussione dei linguaggi e dei media che le nuove generazioni utilizzano, così come i loro valori in relazione al mondo che li circonda.
Alex, Brenda e Kevin non sono altro che il sogno di un adolescente preoccupato che si addormenta con lo smartphone in mano davanti la TV accesa a tutto volume ;)

 

Cineforum.it - Si può raccontare il nulla; molto più difficile è filmarlo. È ciò che con molto coraggio fa il giovane Alain Parroni, esordiente, ma con idee piuttosto chiare sul modo di restituire la forte sensazione di vuoto che attanaglia i suoi personaggi, un terzetto di coatti della provincia romana che si lascia vivere, tra sentimenti incrociati apparentemente candidi e interminabili giornate da trascorrere in contesti fatiscenti. (...) Il lavoro di Parroni, premiato alla Mostra di Venezia nella sezione Orizzonti e con il riconoscimento della stampa internazionale, va oltre la sceneggiatura scritta insieme a Giulio Pennacchi e Beatrice Puccilli, e si fissa sull’immagine, lasciando che siano i vari piani a caratterizzare gli scarni eventi e a renderli significanti.

 

ComingSoon - Parroni costruisce una sinfonia di rumori, suoni e musica, con un linguaggio formale che rielabora linguaggi e video martellanti da social, con un ritmo tanto più rapsodico, alternante la stasi e l’esplosione di frenesia, tanto più il loro habitat è immobile. Quella di Alex, Brenda e Kevin è una storia in fondo classica, di amicizia, amore e gelosia, con nomi che rimandano a sogni di un altrove, a personaggi ammirati in televisione da una generazione che li ha preceduti e qui scompare del tutto. L’unico “adulto” è la nonna di Brenda, mentre il tempo sembra abbia fatto piazza pulita di chi ha provato a crescere e a trovare prima di loro un senso a quelle sterminate domeniche.
L’esordio di Parroni ha un’energia dirompente, una personale visione del racconto e della narrazione che spiazzano e colpiscono, scarnificando al massimo il dialogo per far emergere in primo piano rumori di fondo e i corpi spesso immobili come statue dei tre protagonisti. Hanno il terrore di crescere, pur non confessandoselo, di affrontare responsabilità e nuovi orizzonti, sperando di comportarsi da genitori in maniera diversa da come si sono comportati i loro. 

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