Atlantis

Atlantis, Valentyn Vasjanovyč

Atlantis

di Valentyn Vasjanovyč, Ucraina, 2019, 106
con Andriy Rymaruk, Vasyl Antoniak, Liudmyla Bileka, Lily Hyde, Philip Paul Peter Hudson

Atlantis

Trama

In un futuro prossimo la guerra tra Ucraina e Russia nella regione del Donbass è finalmente terminata. L'ex soldato Sergeij è tornato dal fronte con una sindrome da stress post- traumatico e non riesce ad adattarsi alla nuova realtà. Dopo il suicidio del migliore amico, anch'egli reduce di guerra, e dopo la chiusura della fonderia in cui lavora, Sergeij aderisce al progetto di un'associazione di volontari specializzata nel recupero di cadaveri di guerra. Poco alla volta, lavorando accanto alla responsabile Katya, capisce che un futuro migliore è possibile.

Regia

Valentyn Vasjanovyč

Cast

Andriy Rymaruk, Vasyl Antoniak, Liudmyla Bileka, Lily Hyde, Philip Paul Peter Hudson

Genere

drammatico

Paese di produzione

Ucraina

Anno di produzione

2019

Durata

106′

Premi

Premio Orizzonti per il miglior film al Festival di Venezia 2019

Calendario

giovedì 5 maggio 2022
h: 18:00
6,00 € / Intero
4,00 € / Ridotto under 26 e over 65
venerdì 6 maggio 2022
h: 20:30
6,00 € / Intero
4,00 € / Ridotto under 26 e over 65
sabato 7 maggio 2022
h: 19:00
6,00 € / Intero
4,00 € / Ridotto under 26 e over 65
domenica 8 maggio 2022
h: 20:30
6,00 € / Intero
4,00 € / Ridotto under 26 e over 65
martedì 10 maggio 2022
h: 21:30
6,00 € / Intero
4,00 € / Ridotto under 26 e over 65

Recensioni

Quinlan.it - Chi avesse ancora negli occhi la potenza visiva di Reflection sa cosa aspettarsi dall’impianto scenico lavorato da Vasyanovych: quadri in gran parte fissi, inquadrature sovente frontali, e che lavorano sulla spazialità prima ancora che sulla profondità, ricorso al piano sequenza. Si accede ai film di Vasyanovych lasciandosi immergere nella sua visione, che prevede che il paesaggio, sempre co-protagonista (si tratti di città o di zone brulle), dia la temperie tanto naturalistica quanto culturale, antropologica. Perché Vasyanovych parte sempre dall’umano, e all’umano tende ad arrivare. (...) L’unico modo per recuperare l’umanità è dare sepoltura, donare dignità a chi è morto, fosse esso ucraino o russo. Perché è grazie all’atto umano che si può tornare a vivere una speranza impossibile, in uno spazio in cui perfino il rapporto sessuale – elemento basico di vita – deve essere compiuto mentre si è circondati di morti.

 

Vita.it - Con questo film Valentyn Vasjanovyč porta sul grande schermo il tema della violenza disumana della guerra e al contempo sviluppa un’importante riflessione sull’uomo e sull’anima dei soldati che sopravvivono. Ancora una volta, Vasjanovyč conferma la sua grande maestria con una regia curatissima nei minimi dettagli, lunghi piani sequenze e inquadrature geometriche e fisse, lasciando parlare le immagini del paesaggio e i suoi protagonisti.

 

Spietati.it - L’Ucraina dell’Est mostrata in Atlantis è una fotografia di ciò che sarà il paese reale da qui a qualche anno, una landa desertica generata dal riversamento nel terreno di acque contaminate dagli impianti minerari. Ma l’uomo è padre e figlio del suo ambiente, e le rovine industriali che dominano la regione sono correlativo oggettivo di una costellazione di traumi umani che lascia sul campo corpi e psiche spezzate, alienazione, smarrimento esistenziale. Il lascito di ogni grande conflitto, che Vasyanovych porta in scena con un approccio iperrealista che evita l’approfondimento psicologico a favore della forza rappresentativa delle immagini e di pochi personaggi principali.

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