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Honeyland, Tamara Kotevska, Ljubomir Stefanov

di Tamara Kotevska, Ljubomir Stefanov, Macedonia 2019, 87′, con Hatidze Muratova

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Hatidze vive con l’anziana madre in un villaggio remoto e abbandonato, privo di strade, elettricità e acqua corrente. Lei è l’ultima donna di una generazione di apicoltori. Si arrampica per le montagne su sentieri a picco su alti strapiombi per estrarre il miele dai favi selvatici. Il poco miele che ricava lo rivenderà al mercato
di Skopje, dopo quattro ore di cammino. Un giorno la pacifica esistenza di Hatidze viene sconvolta dall’arrivo di una chiassosa famiglia nomade con cento mucche e sette bambini scatenati. Hatidze accetta ottimisticamente l’idea di avere dei vicini di casa offrendo il suo affetto e i suoi consigli sull’apicoltura. Ma non ci vorrà molto prima che Hussein, il patriarca della famiglia nomade, fiuti l’opportunità e sviluppi interesse per la vendita del proprio miele. Hussein ha sette giovani bocche da sfamare e nessun pascolo per
il suo bestiame e presto mette da parte i consigli di Hatidze per una sfrenata caccia al profitto. Questo causa una rottura nell’ordine naturale e provoca un conflitto insanabile con Hatidze. L’arrivo di questa famiglia fornisce ad Hatidze una tregua dall’isolamento e dalla solitudine ma, mette in grave pericolo la vita delle api e con essa l’unica forma di sostentamento di Hatidze.

 

Domenica 16, dopo il film, tavola rotonda sul ruolo delle api nella tutela della biodiversità. Partecipano:

  • Cinzia Scaffidi - giornalista e docente, autrice de Il mondo delle api e del miele (Slowfood editore)
  • Luigia Molinari, Flavia Pizzi e Elisabetta Cassani - Il giardino degli aromi APS, progetto di api_cultura sociale urbana,
  • Livio Colombari - Tecnico Apistico, Apicultura Chelidonia
  • Modera Valeria Ratti - condotta Slow Food Monza e Brianza

Premi

Miglior film documentario, National Society of Film Critics Awards 2020.

Domenica 16 ottobre 2022 ore 16:00
Mercoledì 19 ottobre 2022 ore 18:00
€6,00 Intero / €4,00 Ridotto under 26 e over 65

Recensioni

Sentieri Selvaggi - Quale che sia l’approccio umano, l’attenzione del film si concentra sugli aspetti della vita contadina piena di spiragli di mirabile bellezza ma ugualmente faticosa, fatta di una durezza senza appello, sorda alle necessità quanto generosa nell’elargire doni. Evita di raccontare un idillio incrollabile, marca invece le fragilità, e lo fa soprattutto descrivendo i pericoli insiti nel processo di smielatura durante l’estrazione dei favi dall’apiario, dove la salvaguardia e la cautela lavorano per lo stesso obiettivo.
Honeyland parla dunque del disastro ambientale riflettendo sulla posizione invasiva dell’uomo, convinto di meritare dei riguardi speciali, talmente accecato di egocentrismo da riservare per sé gli onori, pronto a lasciare gli oneri ai posteri. Un lascito avvelenato di irresponsabilità.

 

Cineforum.it - Hatidze si muove con leggerezza e gentilezza nel suo quotidiano confronto con le api. Le rispetta e, così come le sa circuire con le sue nenie e i suoi essenziali strumenti di lavoro per appropriarsi del prodotto del loro lavoro, contemporaneamente divide con esse quest’ultimo (“metà a voi e metà a me”): un gesto che rimanda alle origini lontanissime del genere umano, consapevole debitore della propria sopravvivenza ad altri esseri viventi, degni per questo di essere continuamente ringraziati e placati per la violenza che sono costretti a subire a tal fine.

 

MyMovies - Questione di equilibrio dunque, come del resto tutto in Honeyland: una storia che parla di sostenibilità ambientale ma che mostra come, a tutti i livelli e soprattutto a quello umano, ogni azione sia anche un disturbo. Anche la semplice prossimità, di una donna a un nido d'api, di una famiglia a un'altra, di una madre a una figlia, altera uno stato naturale; Il lavoro di Kotevska e Stefanov, con i suoi ritmi lenti e la precisione delle inquadrature, stimola lo spettatore a riflettere sul proprio ruolo di osservatore attraverso la macchina da presa, e a chiedersi se e come stia sfruttando esso stesso il mondo rappresentato nel film.

Rassegna: TERRESTRA 2022

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Terrestra Festival 2022 è un progetto di rete della Cooperativa Sociale Il Visconte di Mezzago, realizzato con il  contributo di Fondazione Monza e Brianza.
Il progetto ha l'obiettivo di approfondire i temi di sostenibilità e ambiente, e si realizza in due momenti:

  • Festival Diffuso, nei comuni della brianza - dal 10 settembre
  • Eventi conclusivi, al Bloom  - dal 13 al 16 ottobre

 

Eventi conclusivi, 15 e 16 ottobre
PENSACOMEMANGI 

Il cibo è un aspetto essenziale della nostra quotidianità, della nostra cultura. Eppure, troppo spesso, dimentichiamo che ciò che ogni giorno mettiamo sulle nostre tavole ha un enorme impatto in termini sociali, ambientali, di salute.

Allevamenti intensivi, agricoltura intensiva, pesticidi e fertilizzanti chimici, produzione industriale, imballaggio, trasporto, consumo e smaltimento dei rifiuti sono tutti elementi che, in diverso modo, possono incidere sulle condizioni del mondo che abitiamo, alimentando, per l’appunto, a seconda dei casi, circoli più o meno viziosi, più o meno virtuosi.

In occasione di Terrestra Festival, edizione 2022, la Cooperativa Sociale Il Visconte di Mezzago promuove due giorni di incontri, laboratori, attività formative ed esperienze enogastronomiche, per parlare del nostro rapporto con il cibo, col mangiare e di come esso sia legato in modo più o meno diretto ai processi che alimentano il cambiamento climatico.

Sabato 15/10 e Domenica 16/10 saranno pertanto diversi gli attori coinvolti all’interno del programma con l’idea di stimolare confronto, dibattito e ipotizzare possibili rotte alternative da percorrere.

Il progetto è realizzato con il contributo di Fondazione della Comunità di Monza e della Brianza.

Gli altri eventi