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Il Signore delle Formiche, Gianni Amelio

di Gianni Amelio, Italia 2022, 130′, con Luigi Lo Cascio, Elio Germano, Sara Serraiocco, Leonardo Maltese, Anna Caterina Antonacci

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Provincia di Piacenza, anni Sessanta. Aldo Braibanti è un intellettuale con un gran seguito tra i giovani, che frequentano la sua "factory" dove si recita, si creano installazioni artistiche, si scrivono poesie. Fra i suoi adepti c'è Riccardo, che sogna di essere apprezzato dal suo maestro ma che da lui riceve solo critiche. Un giorno Riccardo porta con sé il fratello Ettore, che ha scovato una di quelle formiche che Braibanti, anche mirmecologo, colleziona in una teca. E l'intellettuale dimostra subito gratitudine e stima verso quel ragazzo intelligente e gentile. Ma anche un'attrazione, presto reciprocata dal ragazzo, che gli costerà lalibertà e la carriera: perché Braibanti è anche un omosessuale dichiarato.

Premi

Mostra del Cinema di Venezia, Selezione Ufficiale

Giovedì 29 settembre 2022 ore 20:30
€6,00 Intero / €4,00 Ridotto under 26 e over 65
Venerdì 30 settembre 2022 ore 20:30
€6,00 Intero / €4,00 Ridotto under 26 e over 65
Sabato 1 ottobre 2022 ore 19:00
€6,00 Intero / €4,00 Ridotto under 26 e over 65
Domenica 2 ottobre 2022 ore 17:30
Martedì 4 ottobre 2022 ore 21:30
€6,00 Intero / €4,00 Ridotto under 26 e over 65
Mercoledì 5 ottobre 2022 ore 18:00
€6,00 Intero / €4,00 Ridotto under 26 e over 65
Mercoledì 5 ottobre 2022 ore 21:00
€6,00 Intero / €4,00 Ridotto under 26 e over 65

Recensioni

Mymovies.it - Gianni Amelio racconta questa storia scegliendo in parte la cifra del melodramma alla Douglas Sirk (basti notare la scelta musicale) contrastata dall'asciuttezza rigorosa delle interpretazioni dell'ottimo Luigi Lo Cascio e del sorprendente Leonardo Maltese, al suo esordio: come dire che mentre la società italiana si esibiva in un crescendo patetico e delirante da sceneggiata o da operetta, i due omosessuali protagonisti mantenevano quella sobrietà e quella dignità composta che caratterizzano chi sa di contrastare un'insensata ingiustizia.
Ed è fondamentalmente di quella ingiustizia che parla il film di Amelio, senza commettere l'errore di fare di Braibanti un santino (le scene in cui insegna ai suoi allievi lo dipingono come dispotico e arrogante, un Carmelo Bene prima maniera più che il Pasolini cui tanto assomiglia), e contestualizzando la sua battaglia all'interno di quella più grande anni Sessanta, della quale rivela anche le contraddizioni: un PCI più attento a conquistare seggi che a sposare le giuste cause, un immigrato dal sud omofobo e sciovinista, e così via.

Futuro random

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