I CIELI DI ALICE.png

I Cieli di Alice - Sous le Ciel d'Alice, Chloé Mazlo

di Chloé Mazlo, Francia 2020, 92′, con Alba Rohrwacher, Wajdi Mouawad, Isabelle Zighondi, Mariah Tannoury, Jade Breidi.

Alice.jpg

Negli anni cinquanta, alla giovane Alice sta stretta la vita con la famiglia tra le montagne della Svizzera. Decide così di sfidare il volere dei genitori per trasferirsi a Beirut, dove inizia a lavorare come ragazza alla pari e trova subito l'amore. A intrigarla è lo scienziato Joseph, che sogna di costruire un razzo per mandare il primo libanese sulla luna. In una Beirut che guarda al futuro con fiducia i due si costruiscono una vita e una famiglia, fino a che le cose cambiano con la guerra civile, che lascia ferite profonde sia su Alice che sui suoi parenti e amici.

 

Il film è solo in versione originale francese con sottotitoli in italiano.

 

Prenota qui il tuo posto.

 

 

Premi

Selezionato alla Semaine de la Critique di Cannes 2020.

Giovedì 24 febbraio 2022 ore 18:00
€6,00 Intero / €4,00 Ridotto under 26 e over 65
Venerdì 25 febbraio 2022 ore 21:00
Sabato 26 febbraio 2022 ore 19:00
€6,00 Intero / €4,00 Ridotto under 26 e over 65
Domenica 27 febbraio 2022 ore 20:30
€6,00 Intero / €4,00 Ridotto under 26 e over 65
Martedì 1 marzo 2022 ore 21:30
€6,00 Intero / €4,00 Ridotto under 26 e over 65
Mercoledì 2 marzo 2022 ore 18:00
€6,00 Intero / €4,00 Ridotto under 26 e over 65

Recensioni

Cineforum.it - La cineasta, con alle spalle studi in grafica ed esperienza nei cortometraggi d’animazione (il suo Les Petits Cailloux vince nel 2015 il César per il miglior cortometraggio animato), sceglie di raccontare la storia della nonna svizzera emigrata in Libano nel 1955, avvalendosi – oltre che della felice fotografia di Hélène Louvart (Lazzaro felice di Alice Rohrwacher, 2018) con le sue tonalità pastello e le tinte sature che scaldano gli interni – anche della tecnica della stop motion e dell’uso di fondali disegnati o fotografati. L’impressione di irrealtà e teatralità (accentuata dalla posizione fissa e centrale della macchina da presa in alcune scene, a ritrarre la trasformazione dello spazio domestico di Alice nel corso del tempo), la dimensione favolistica e finzionale prendono, così, prepotentemente il sopravvento, tanto da risultare - a tratti - infantilmente naïf. Eppure è evidente che la sinteticità e persino un certo schematismo di linguaggio che caratterizzano Sotto il cielo di Alice non equivalgono per nulla a immaturità e, anzi, diventano le colonne portanti di un discorso meditato e cosciente, in cui gli elementi simbolici prevalgono.

 

MyMovies.it - L'ottimo esordio alla regia di Chloé Mazlo è il perfetto amalgama delle sue radici franco-marocchine e della sua esperienza nei corti d'animazione: influssi, tecniche e referenze storico-culturali che si inseguono lievi nel ritratto di un paese e dei suoi decenni più tormentati. Volto principale di un film che in realtà mette in mostra un'attenzione corale per i tanti personaggi che lo attraversano è quello di Alba Rohrwacher, che si conferma l'attrice dal profilo più complesso e interessante del nostro cinema.

 

FilmTv - La capacità di sintesi è dote troppo spesso sottovalutata: I cieli di Alice ne dà prova costante, come quando lo sconforto di un intero paese, il suo dolore, il suo progressivo stato di abbandono si specchiano negli occhi di una sola donna, doppiamente apolide. Mazlo è ossessionata dal suo impianto formale - gira in pellicola granulosa, veste i suoi personaggi in tavolozza coordinata, ama la simmetria e i décor dal gusto vintage -, ma sotto la scocca patinata albergano il gusto del racconto, il calore della scrittura, l’urgenza del suo grido di dolore per una terra - quella dei suoi genitori - martoriata da decenni.

Futuro random

278038728_5244223705640002_1870092640404425501_n.jpg
278461840_5091953060884543_2797206848030933521_n.jpg
PHOTO-2022-02-10-16-11-56.jpg
la bicicletta sito.png