La
 
Douleur
 

La Douleur, Emmanuel Finkiel

La Douleur

di Emmanuel Finkiel, Francia, Belgio, Svizzera, 127
con Mélanie Thierry, Benoît Magimel, Benjamin Biolay, Shulamit Adar, Grégoire Leprince-Ringuet

La Douleur, Emmanuel Finkiel

Trama

Giugno 1944, la Francia è sotto l'occupazione tedesca. Lo scrittore Robert Antelme, maggior rappresentante della Resistenza, è arrestato e deportato. La sua giovane sposa Marguerite Duras è trafitta dall'angoscia di non avere sue notizie e dal senso di colpa per la relazione segreta con il suo amico Dyonis. Pronta a tutto per ritrovare suo marito, si lascia coinvolgere poi in una relazione ambigua con un agente francese della Gestapo, Rabier, l'unico a poterla aiutare. La fine della guerra e il ritorno dai campi di concentramento annunciano a Marguerite l'inizio di un'attesa insostenibile, un'agonia lenta e silenziosa nel mezzo del caos della liberazione di Parigi.

Regia

Emmanuel Finkiel

Cast

Mélanie Thierry, Benoît Magimel, Benjamin Biolay, Shulamit Adar, Grégoire Leprince-Ringuet

Durata

127′

Paese di produzione

Francia, Belgio, Svizzera

Calendario
 

giovedì 24 gennaio 2019
h: 20:30
venerdì 25 gennaio 2019
h: 20:30
sabato 26 gennaio 2019
h: 20:00
domenica 27 gennaio 2019
h: 20:30
Versione originale sottotitolata.
martedì 29 gennaio 2019
h: 21:30
mercoledì 30 gennaio 2019
h: 21:30

Recensioni
 

Mymovies.it. Emmanuel Finkiel rilegge il celebre romanzo di Marguerite Duras che lo sconvolse a 19 anni. "Questa donna che attende il ritorno del marito dai campi di concentramento faceva eco alla figura di mio padre, una persona che aspettava sempre. Anche quando ebbe la certezza che la vita dei suoi genitori e di suo fratello era finita ad Auschwitz". Il regista adatta il testo della grande scrittrice per arrivare a una considerazione universale su un sentimento proprio di tutti gli uomini. L'opera di Finkiel non è un biopic su Marguerite Duras, ma un diario intimo del dolore, un ritratto della presenza dell'assenza, un viaggio interiore di un'anima ripiegata su se stessa che Mélanie Thierry ha saputo brillantemente portare alla luce. L'attrice francese attraversa magistralmente l'evoluzione di Marguerite Duras dagli anni della sua gioventù a quelli della sua maturità.

 

Cineforum.it. Ritrovato, scritto a posteriori, rimaneggiato che sia (è la stessa scrittrice a confondere le idee del lettore a questo proposito e a rendere volutamente ambigua la natura dell’opera), il diario della giovane Marguerite che attende il ritorno del marito Robert deportato a Dachau, prende forma proprio attraverso la parola che, quasi senza coscienza di sé, sovrascrive la storia alla Storia. Nel suo ridefinirsi come narrazione diaristica, La douleur diventa molto più di un diario, si stacca dal tempo per diventare pura dimensione intima, psicologica, emotiva, per diventare dolore puro e consegnarsi alla letteratura quasi suo malgrado («la littérature lui fait honte», dice addirittura Duras nel preambolo letteralmente citato in apertura dal film).

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