di John Carpenter, Usa, 1988, 97′
con Roddy Piper, Keith David, Meg Foster, George Buck Flower, Peter Jason
Nada, operaio, arriva a Los Angeles in cerca di lavoro. Proviene da Denver dove ha lavorato per dieci anni prima che la crisi economica lo rendesse disoccupato. Anche nella nuova città trova una situazione problematica: riesce a fatica a trovare un lavoro sottopagato in un cantiere edile. Un altro operaio, Frank, lo indirizza a un luogo dove i senzatetto come loro possono trovare cibo e riparo. La sistemazione non è comodissima, ma Nada si adatta volentieri. Scopre però che il capo del campo sta svolgendo una strana attività segreta nella vicina chiesa episcopale in collaborazione con un prete cieco che predica contro i mali della società. Quando la chiesa e il campo vengono attaccati dalla polizia, Nada si rende conto che il segreto dei cospiratori è rappresentato da occhiali da sole che permettono di vedere la realtà quale veramente è, con alieni mostruosi camuffati da umani che tendono le fila per il controllo del pianeta, sfruttando i terrestri senza che lo sappiano. Solo, in un clima ostile e in una situazione che sembra senza speranza, Nada inizia una lotta spietata per la libertà dell'umanità.
Biglietto unico per i tre film della maratona € 15
Sentieri Selvaggi - Essi vivono, tratto dal racconto Alle otto del mattino di Ray Nelson, è progettualmente “barricadero” nel mettere in scena una satira anticapitalista che si fa autentica rivoluzione degli ultimi contro i primi, ma a fornire il necessario sguardo trasversale è da un lato la rete dei comprimari che cambiano bandiera, attratti dalle lusinghe del benessere; e dall’altro i dialoghi esplicativi fra Nada e l’amico Frank sull’andamento del mondo. Si presti attenzione: il film articola quasi un terzo del suo svolgimento nel prologo in cui stabilisce gli elementi della messinscena, prima di svelare l’inganno del complotto alieno. E in quella mezz’ora, Nada e Frank interloquiscono assestandosi su due distinte visioni del mondo: l’una accomodante e fiduciosa nelle occasioni offerte dall’America e dal seguire le regole, l’altra recalcitrante e fremente di rabbia. Un dualismo destinato a rivoltarsi con precisione nella leggendaria sequenza della scazzottata, autentico punto di snodo, ma anche preciso momento in cui si puntualizza come la posta in gioco sia più della salvezza del mondo, sia una battaglia di punti di vista, sul reimparare a vedere opposto al non volerlo fare perché in fondo girare la testa è l’autentico alleato del Male.