di Ugo Bienvenu, Francia, 2025, 88′
In un futuro lontanissimo il piccolo Arco vive con la sua famiglia sulle nuvole, in case costruite sopra piattaforme ecosostenibili e pilastri che imitano alberi giganti. I genitori e la sorella possono viaggiare indietro nel tempo grazie ad un mantello magico, creando nell'aria scie di arcobaleno, ma ad Arco è proibito perché non ha ancora compiuto i 12 anni, dunque non può lanciarsi nella preistoria a vedere da vicino i suoi amati dinosauri. Un giorno Arco indossa di slancio il mantello della sorella maggiore e si getta nel vuoto, ritrovandosi nel cortile di Iris, una bambina di 10 anni che vive con il fratellino neonato Peter e un robot tuttofare di nome Mikki. Iris vive nel 2075, dunque 50 anni dopo di noi, ma prima del futuro da cui proviene Arco, in un presente dove gli incendi e le inondazioni sono frequenti e il buco dell'ozono si è evidentemente allargato.
Fra i due bambini nasce un'amicizia e Iris si adopera per aiutare Arco a tornare nel suo mondo: gli manca infatti un diamante capace di rifrangere la luce che, insieme al mantello arcobaleno, gli consentirebbe di viaggiare verso il futuro. Quel diamante è stato ritrovato da tre bizzarri fratelli che vent'anni prima hanno visto nel cielo le scie di arcobaleno e da sempre ne cercano una prova, perché nessuno crede loro.
Consigliato dagli 8 anni
Questo film rientra nella rassegna di spettacoli per bambine e bambini Piccino Picciò di delleAli Teatro.
CineCriticaWeb - Dal punto di vista estetico, Arco colpisce per la raffinatezza della sua animazione. Bienvenu costruisce un universo visivo caratterizzato da colori luminosi e da una composizione delle immagini che richiama tanto l’illustrazione contemporanea quanto alcune suggestioni dell’animazione giapponese. In particolare, è difficile non cogliere l’influenza dell’opera di Hayao Miyazaki, soprattutto nell’attenzione ai paesaggi naturali e nel rapporto quasi spirituale tra i giovani protagonisti e l’ambiente.
Tuttavia, ciò che distingue davvero il film è il suo impianto tematico. Arco utilizza la struttura narrativa del viaggio nel tempo per interrogarsi sul rapporto tra presente e futuro. La distopia climatica rappresentata nel film non viene trattata con toni catastrofici, ma piuttosto come una realtà fragile, il cui destino dipende dalle scelte individuali e collettive. In questo senso, l’opera si colloca nel filone delle narrazioni ecologiche contemporanee, ma evita il didascalismo grazie a un racconto che privilegia la dimensione emotiva e relazionale.