di Yuval Abraham, Rachel Szor, Gran Bretagna, 2026, 80′
Di notte, sui tetti di Tel Aviv, vanno in scena le registrazioni di testimonianze anonime da parte di operatori dell'intelligence e membri dell'esercito israeliano, che dal 2023 hanno preso parte ai sistematici spionaggio, sorveglianza e uccisione di civili palestinesi a Gaza. Prodotto dal The Guardian e dalle pubblicazioni israelo-palestinesi "+972 Magazine" e "Local call", il documentario fa un resoconto delle tecnologie - dalle intercettazioni all'hackeraggio, per arrivare all'intelligenza artificiale - usate per il monitoraggio della popolazione e di come esse agiscano in diretto supporto a una campagna pluriennale di bombardamenti, droni e cecchini che hanno prodotto decine di migliaia di morti in tutta la Cisgiordania negli ultimi anni.
ilmanifesto.it - Intervista ai due registi di «Naza», vincitore del Premio della giuria.
«La gente crede che ora ci sia il cessate il fuoco, ma nel frattempo Israele ha ucciso almeno 1000 persone di cui 300 bambini»
«Lavoriamo da anni nel giornalismo investigativo, abbiamo dato la parola a ventiquattro militari, anche se ne abbiamo contattati molti di più, dovevamo avere molte più testimonianze per poter capire il sistema dall’interno, e mettere in luce le responsabilità di Israele a Gaza» aggiunge Yuval Abraham che incontriamo al Lido insieme a Rachel Szor.
Il premier israeliano Netanyahu è stato accusato di non avere agito per impedire l’attacco del 7 ottobre pur essendone informato. Voi cosa ne pensate?
Non abbiamo abbastanza informazioni a riguardo, il 7 ottobre è stato un massacro terribile ma questo non può farci ignorare ciò che Israele ha fatto nei tre anni successivi, le migliaia di civili palestinesi uccisi a Gaza. I media israeliani tacciono, il muro della negazione è totale. Sentirlo dire da chi ha ucciso può forse aiutare a scalfirlo, portando alla luce un sistema basato sulla disumanizzazione che governo e militari negano. Rispondono accusando chi ha accettato di parlarci di dire il falso. Non è stato semplice convincerli, le inchieste in passato sono state sempre smentite dal portavoce dell’Idf ma ora che tutto è in ebraico e ripreso dalle telecamere, e se ne parla a Tel Aviv. Speriamo che sia un po’ più difficile ignorarlo.
FilmTv - I registi israeliani di No Other Land tornano con un lavoro che documenta i metodi con cui il loro paese, dopo il 7 ottobre 2023, ha sistematicamente perpetrato l’eliminazione dei palestinesi. Sui tetti di Tel Aviv, protetti dalla notte, membri dell’esercito e dell’intelligence sotto copertura raccontano vari metodi di sterminio. Sono programmatori di app che individuano presunti membri di Hamas, intercettatori di telefonate e messaggi, impiegati che schiacciano il bottone, cecchini, membri di squadre speciali. Tutti colpevoli, nessuno che si senta responsabile. Naza è il nome dato alle vittime civili, calcolate a stime, mai considerate persone. Il montaggio costruisce il crescendo di testimonianze (fino all’ultima che ammette il divertimento di uccidere a distanza) e dai tetti mostra la vita degli abitanti di Tel Aviv, tutti potenziali Naza (impossibile non pensare a Nazi, o a Gaza) di una controstoria suggerita dalle immagini.