di Kore'Eda Hirokazu, Giappone, 2026, 126′
con Haruka Ayase, Daigo Yamamoto (II), Kuwaki Rimu, Nana Seino, Kan'ichirô Satô
In un futuro prossimo, a Yokohama, la coppia dei Komoto, che ha tragicamente perso il figlio di sette anni Kakeru, decide di avvalersi di REbirth, un programma pensato per le famiglie nella loro situazione: riceveranno in prova gratuita un androide guidato dall'intelligenza artificiale, con le fattezze e i ricordi di Kakeru, destinato a diventare un surrogato in tutto e per tutto del figlio perduto. Il padre Kensuke è inizialmente scettico, laddove la madre Otone si affeziona istantaneamente al nuovo Kakeru, scegliendo di vivere nell'autosuggestione. Finché una visita della madre e della sorella non riportano Otone alla realtà, mentre il nuovo Kakeru stringe segretamente amicizia con altri suoi "simili".
MyMovies - In linea con i principi che sottostanno alla sua poetica, Kore-eda sceglie di lavorare di sottrazione. Le emozioni sono trattenute, sia in senso positivo che negativo, e il distacco tra i genitori e il nuovo Kakeru rimane, volutamente, un costante gap, che impedisce un completo coinvolgimento dello spettatore.
il manifesto - SI TRATTA proprio di ricostruire la scena familiare (infranta), operazione che dovrebbe essere consona a una coppia di architetti come Otone e suo marito Kensuke, abituati a progettare spazi perfettamente abitabili. Ma a fronte dell’istinto materno di lei si pone la diffidenza dell’uomo, che tarda a creare un legame empatico con l’umanoide dalle sembianze del figlio: come per il Piccolo Principe, per la coppia si tratta di saper vedere la pecora nella scatola, ovvero di creare con il simulacro di Kareku una relazione basata non tanto su ciò che è, quanto sulla sua idea e sul sentimento che ne consegue.