di Antony Cordier, Francia, Belgio, 2023, 96′
Nel sud della Francia, in una grande villa, la ricca famiglia Trousselard sta passando le vacanze estive: il padre Philippe è un noto avvocato parigino, la madre Laurence un'ex diva del cinema, la figlia Garance anche lei attrice, ma alle prime armi, ed insieme al fidanzato Mendi, ambizioso avvocato d'origine maghrebina. Un banale incidente domestico capitato a Tony, il custode della villa, genera una faida familiare che coinvolge anche la moglie dell'uomo, Nadine, e la figlia Marylou. Lo scontro genererà situazioni sempre più paradossali, travolgendo tanto gli altezzosi proprietari quanto i loro scaltri servitori.
CINEMA FUORI
Il cinema all’aperto sulla terrazza del Bloom, sotto gli alberi, con le cuffie un piatto della nostra cucina a tema.
Dal 16 giugno all’8 settembre, tutti i martedì.
Dalle 19 alle 21 sarà possibile cenare con il nostro menu alla carta. Ogni settimana ci sarà un piatto ispirato al film in programma. Prenotazione cena consigliata whatsapp al 327 8399417
* il biglietto del cinema non include il costo della cena. Coloro che non sono interessati alla visione del film potramnno cenare all'interno, in sala climatizzata.
Biglietti:
Biglietti:
Intero € 7,00
Ridotto € 5,00 (soci Bloom e over 65)
Ridotto € 4,00 (under 26)
Cinema Revolution: Film Europei Ingresso unico € 3,50 (dal 19 giugno al 20 settembre)
In caso di pioggia ci spostiamo all’interno.
Verifica sempre la programmazione su www.bloomnet.org.
Info: 335.1031908 – bloomcinema@bloomnet.org
Da sentieriselvaggi.it Presentato alla Quizaine des Cinéastes del 78° Festival di Cannes 2025, La festa è finita! è un film dall’umorismo nero che sembra più guardare a Chabrol che alla commedia all’italiana. Cordier individua nel fattore economico il detonatore dei conflitti familiari e di classe. In questa atmosfera di decadente impero capitalista, gli idealisti sono sacrificati sull’altare del dio denaro. E il pianto si può trasformare, senza pentimento, in una risata sadica.
Da mymovies.it La festa è finita è tutto racchiuso nella definizione psico-sociale dei suoi personaggi, quasi la progressiva deriva da commedia sgangherata del racconto fosse un'appendice narrativa a un ritratto il cui unico interesse è quello sociologico.
Il conflitto non trova del resto una direzione definita, incerto fra un cinismo che coinvolge ricchi e poveri (tutti avidi ed egoisti in egual misura) e un simbolismo che allestisce un inevitabile e purificatore sacrificio collettivo.