Lo
Straniero

Lo Straniero, François Ozon

Lo Straniero

di François Ozon, Francia, 2025, 120
con Benjamin Voisin, Rebecca Marder, Pierre Lottin, Denis Lavant, Swann Arlaud

Lo Straniero

Trama

Meursault (Benjamin Voisin), giovane impiegato, partecipa al funerale della madre senza manifestare emozioni apparenti. Poco dopo intreccia una relazione con Marie Cardona (Rebecca Marder) e riprende la sua quotidianità priva di slanci. La routine viene interrotta dal vicino Raymond Sintès (Pierre Lottin), che lo coinvolge in vicende ambigue fino a un incontro fatale su una spiaggia assolata che conduce a un processo capace di cambiare radicalmente la sua esistenza.

Tratto dal celebre romanzo di Albert Camus, pubblicato nel 1942.

Regia

François Ozon

Cast

Benjamin Voisin, Rebecca Marder, Pierre Lottin, Denis Lavant, Swann Arlaud

Genere

drammatico

Paese di produzione

Francia

Anno di produzione

2025

Durata

120′

Premi

Cesar 2026, Miglior attore non protagonista;
Lumiere Awards 2026, Miglior film, Miglior attore, Miglior fotografia.

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Calendario

mercoledì 1 luglio 2026
h: 21:00
3,50 € / Ingresso unico Cinema Revolution
giovedì 2 luglio 2026
h: 21:00
3,50 € / Ingresso unico Cinema Revolution
venerdì 3 luglio 2026
h: 21:00
3,50 € / Ingresso unico Cinema Revolution

Recensioni

Mymovies.it - Romanzo tra i più noti, venduti, misteriosi della letteratura francese del Novecento, "Lo Straniero" sembra per certi versi respingere il cinema, con quel protagonista senza obiettivo e la mancanza quasi assoluta di eventi, eppure (o forse proprio per questo) ha catturato da sempre l'interesse di grandi registi (Bergman avrebbe voluto trasporlo ma non l'ha fatto, Visconti l'ha sbagliato). Cimentandosi nell'impresa a più di ottant'anni dalla pubblicazione del libro, Ozon realizza un film che racconta l'indifferenza senza lasciare indifferenti, muovendosi molto bene tra la fedeltà al romanzo e i necessari spazi di libertà e personalizzazione, peccando solo brevemente, nell'ultima parte, della tentazione di dire troppo, che può restringere il potere evocativo di un'opera.

 

Filmtv  - Lo sguardo deformato del protagonista, il suo insensibile torpore, la sua alienazione qui prendono le forme di un bianco e nero contrastato, di una fotografia pubblicitaria, di un erotismo delle superfici, di un’estasi depensante del presente, del qui e dell’ora, che è l’esatta misura dell’ovatta emotiva, amorale e siderale che annichilisce in estetica l’etica del protagonista. E l’effetto collaterale, la filiazione aberrante, tanto del racconto cinegiornalistico coloniale quanto del “raggiro dell’immaginario” subito da Fernandel. Le immagini di questo film (e tutto quello che dalle immagini resta fuori campo), un film che rilegge Camus in chiave di rapporto tra la Francia e il suo colonialismo, sono il sintomo preciso di una stortura del pensiero. François Ozon è uno dei maggiori registi del cinema contemporaneo.

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