di Cédric Klapisch, Francia, 2025, 2022, 124′
con Suzanne Lindon, Abraham Wapler, Julia Piaton, Vincent Macaigne, Zinedine Soualem
Nella Francia di oggi, un gruppo di sconosciuti viene riunito in quanto discendente di Adèle, donna di fine ottocento che dalla Normandia era partita alla volta di Parigi in cerca della madre che l'aveva abbandonata. Dovendo ispezionare la casa in rovina di Adèle per decidere cosa fare della proprietà, gli emissari del gruppo - Guy, Céline, Seb e Abdel - mettono insieme pezzo dopo pezzo il lontano passato della loro famiglia. Parallelamente, durante la Belle Époque, Adèle si avventura nella grande città assieme ai nuovi amici Lucien e Anatole, scoprendo una capitale nel vortice del cambiamento, tra zone ancora rurali e i salotti della borghesia moderna, e tra le arti figurative e l'avvento della fotografia.
CINEMA FUORI
Il cinema all’aperto sulla terrazza del Bloom, sotto gli alberi, con le cuffie un piatto della nostra cucina a tema.
Dal 16 giugno all’8 settembre, tutti i martedì.
Dalle 19 alle 21 sarà possibile cenare con il nostro menu alla carta. Ogni settimana ci sarà un piatto ispirato al film in programma. Prenotazione cena consigliata whatsapp al 327 8399417
* il biglietto del cinema non include il costo della cena
Biglietti:
Intero € 7,00
Ridotto € 5,00 (soci Bloom e over 65)
Ridotto € 4,00 (under 26)
Cinema Revolution: Film Europei Ingresso unico € 3,50 (dal 19 giugno al 20 settembre)
Le proiezioni cominciano con il buio.
In caso di pioggia ci spostiamo all’interno.
Verifica sempre la programmazione su www.bloomnet.org.
Info: 335.1031908 – bloomcinema@bloomnet.org
Sono sempre stato ossessionato dalla Parigi di fine Ottocento. Il mio primo cortometraggio, Ce Qui Me Meut, era già ambientato in quell'epoca. Sono affascinato da quel periodo, probabilmente perché allora furono inventate così tante cose, dal treno all’elettricità al cinema stesso. Inoltre, adoro i costumi, le scenografie e l'estetica di quegli anni. L’idea alla base del film è quindi il confronto tra i giorni nostri e il 1895, attraverso la storia di una famiglia, in cui i contemporanei ereditano una casa con foto e dipinti risalenti al XIX secolo.
Da mymovies.it
Un riuscito esercizio di cinema popolare che - solcando tra le epoche - mette in connessione le frustrazioni del mondo moderno con una visione idealizzata della mistica ottocentesca.
Nel mezzo, un gioco di specchi che riflette sul valore dell'immagine (dipinta o fotografata) e sugli intrighi affettivi che si fanno segreto dei grandi momenti di svolta della storia francese.
Da sentieriselvaggi.it
Nell’analisi del dipinto di valore I colori del tempo sembra andare inizialmente dalle parti di Il quadro rubato di Bonitzer, ma è solo uno squarcio momentaneo. Più che gli oggetti, e le epoche, a Klapisch interessa la storia dei suoi personaggi. Forse è il suo film sul cinema più diretto (il 1895 è un’ambientazione ben precisa), ma poi, per riempirlo di riferimenti e personaggi riconoscibili (la comparsata di Sarah Bernardt, il fotografo Nadar che diventauna figura centrale nello sviluppo della storia) si perde il fascino di un’epoca. Non ci piomba dentro come Woody Allen in Midnight in Paris ma la attraversa soltanto. Certo lo fa con leggerezza ed eleganza, ma poi finisce per sacrificare la parte contemporanea, tranne in un riconoscimento degli studenti ad Abdel che si dispongono in due file per salutarlo che mostra come tutti questi personaggi avrebbero potuto avere, ognuno di loro, una storia a parte.