di Joachim Trier, Norvegia, Germania, Danimarca, Francia, Svezia, 2025, 132′
con Renate Reinsve, Stellan Skarsgård, Inga Ibsdotter Lilleaas, Elle Fanning
Nora (Renate Reinsve) e Agnes (Inga Ibsdotter Lilleaas) sono due sorelle profondamente unite. L’improvviso rientro nella loro vita del padre Gustav (Stellan Skarsgard) – regista carismatico e affascinante ma genitore cronicamente inaffidabile – riapre ferite mai del tutto rimarginate. Conoscendo il talento di attrice di Nora, Gustav vorrebbe che sua figlia interpretasse il ruolo principale nel film che dovrebbe rilanciare la sua carriera; lei rifiuta e quella parte finisce a una giovane star di Hollywood, Rachel Kemp (Elle Fanning). Il suo arrivo getta scompiglio nelle delicate dinamiche della famiglia: per le due sorelle sarà il momento di confrontarsi con il padre e con il loro passato.
Sentieri Selvaggi - È un film di Joachim Trier, e del cinema del regista norvegese ha la capacità postmoderna, tutta giocata sull'accumulo e sul lavoro in superficie, di cogliere l’impronta del dolore nelle relazioni familiari – con due sorelle adulte, una attrice e l’altra storica, una madre morta da poco e un padre famoso regista che torna in Norvegia dopo tanto tempo per girare un nuovo film di finzione – e contemporaneamente di moltiplicare il dramma nelle varie forme di messinscena e documentazione (teatro, cinema, serialità, anche ricerca storiografica) allestite dal racconto.
Quinlan.it - Se Sentimental Value non presenta tematiche particolarmente originali, non si può certo dire che Trier non sappia dove mettere le mani per valorizzarle. Il film è gestito narrativamente con grande sapienza (la sceneggiatura è firmata nuovamente dal regista assieme a Eskil Vogt, co-autore anche de La persona peggiore del mondo) e riesce a portare in superficie un po’ alla volta, con il giusto ritmo e le giuste “entrate”, i tanti giochi di specchi riflettenti di cui parla. Trier sa dosare anche il registro drammatico e quello della commedia, creando un melange anche più peculiare rispetto all’opera precedente, sempre interpretata da Reinsv.
MyMovies - In Sentimental Value il regista e sceneggiatore norvegese Joachim Trier fa una cosa difficilissima: imprimere la propria cifra stilistica personale e inconfondibile ad un argomento già molto frequentato dal cinema mondiale (compreso quello nordico), ovvero la complessità dei rapporti famigliari, e riesca anche ad incrociarlo felicemente con una riflessione sul cinema attuale che l'avvento delle piattaforme, secondo Gustav, ha trasformato in un'invadente operazione di marketing dalle smaccate ambizioni hollywoodiane.
(...) La regia di Trier si muove con la consueta morbidezza e fluidità nelle transizioni fra gli spazi e i sentimenti, spesso interrotta da schermi al nero e brusche frenate musicali, e riproduce la natura caleidoscopica dei rapporti, mantenendo una raffinatezza compositiva rarefatta ed essenziale, ma mai algida o priva di pathos: anzi, il pathos gonfia lentamente con la progressione geometrica (ma mai infeconda) della narrazione.