DI
VITA
NON
SI
MUORE

DI VITA NON SI MUORE, Claudia Cipriani

DI VITA NON SI MUORE

di Claudia Cipriani, Italia, 2023, 90

DI VITA NON SI MUORE

Trama

Chi era Carlo Giuliani? In tanti conoscono gli ultimi attimi della sua vita, interrotta in Piazza Alimonda a Genova il 20 luglio 2001. Ma qual era la vita di Carlo, le sue passioni, le sue inquietudini? Erano simili a quelle di molti di noi? Che cosa lo legava al movimento No global? In questi vent’anni sono state tante le inchieste sul G8 di Genova, ma quasi sempre incentrate su ciò che è accaduto in quei tre giorni di fine luglio. E non è detto che si capisca, soprattutto per chi nel 2001 non era ancora nato, cos’è stato quel grande movimento mondiale e perché le sue istanze e le sue lotte sono ancora attuali. Per capire come sia potuta accadere quella che fu definita "la più grave sospensione della democrazia mai avvenuta dopo il 1945" bisogna comprendere cosa fosse il movimento no global, le sue battaglie, i contenuti, le proposte. E per comprendere cosa fosse quel “altro mondo possibile” rivendicato, abbiamo deciso di raccontare chi era Carlo e il suo unire in una cosa sola la visione politica e il proprio modo di vivere. “Carlo vive” è quella scritta ripetuta tante volte che ha trasformato Carlo Giuliani in un simbolo. Sebbene lui fosse la persona più distante dalla brama di diventare un simbolo, quella scritta parla soprattutto di noi, di chi pensa che gli ideali e le lotte di quel movimento siano ancora validi e vivi, e che non siano solo vuoti slogan ma scelte, analisi, prese di posizione e azioni concrete che guardando al passato ci proiettano nel futuro, aiutandoci ad uscire dalla palude odierna.

Regia

Claudia Cipriani

Genere

Documentario

Paese di produzione

Italia

Anno di produzione

2023

Durata

90′

Calendario

martedì 23 luglio 2024
h: 21:30
cena su prenotazione dalle 19:30
7,00 € / Intero
5,00 € / Ridotto over 65 e Soci Bloom
4,00 € / Ridotto Under 26

Recensioni

altreconomia.it - La Regista:" quando si parla di Carlo Giuliani si parla solo della sua morte. È indubbiamente importante ricordare la sua uccisione e il contesto in cui è avvenuta ma per me era interessante anche mostrare chi era quel ragazzo, al di là del simbolo che è diventato con la sua morte. Nel film Carlo viene restituito negli interstizi tra un racconto e l’altro. Era una persona che sfuggiva a qualsiasi “etichettamento”, e credo che questo suo essere libertario al di là di ogni dogmatismo e manicheismo, oggi purtroppo imperanti, sia di grande ispirazione, non solo per me"

Perché ha scelto di unire così tanti stili di ripresa?

"La vita di Carlo è stata piena di esperienze e il contesto storico era ricco, di conseguenza volevo che lo spettatore si sentisse un po’ come dentro una centrifuga, sballottato tra tanti stimoli, in un collage visivo e sonoro, circondato da spunti di riflessione."

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