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Alla mia piccola Sama, Waad Al-Khateab, Edward Watts

di Waad Al-Khateab, Edward Watts, Gran Bretagna 2019, 100′, con Jasmine Trinca

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Waad è una studentessa universitaria quando, nel 2011, sull'onda delle primavere arabe, la gioventù di Aleppo insorge contro la dittatura di Bashar al-Assas e ne domanda a gran voce la fine. La repressione del regime però è spietata e dà luogo alla più sanguinosa guerra civile del nostro presente. Molti fuggono, ma Waad resta, a fianco dell'amico Hamza, che diventa in quegli anni suo marito e anche l'ultimo medico rimasto, nella zona ribelle, per curare centinaia di feriti al giorno, nei mesi atroci dell'assedio della città, nel 2016.

Alla mia piccola Sama è la videolettera che Waad al Kateab scrive alla loro bambina, nata sotto i missili russi e i barili bomba, per spiegarle perché i suoi genitori sono rimasti ad Aleppo e perché l'hanno tenuta con loro, a rischio della loro vita e della sua.

Premi

Il film ha ottenuto 1 candidatura a Premi Oscar, 4 candidature e vinto un premio ai BAFTA, ha vinto un premio ai European Film Awards, 1 candidatura a Spirit Awards, 1 candidatura a Producers Guild.

Giovedì 5 marzo 2020 ore 20:30
€6,00 Intero / €4,00 Ridotto under 26 e over 65
Domenica 8 marzo 2020 ore 17:00
€6,00 Intero / €4,00 Ridotto under 26 e over 65

Recensioni

Mymovies.it - il film non si configura solo come un potenziale testamento privato e collettivo in fieri, ma anche come il racconto urgente e umanissimo di una crescita personale, accelerata dagli eventi, che trasforma una ragazza in una donna e madre, e una giovane filmaker in una giornalista coraggiosa e rispettata, una voce dalla primissima linea, tutto senza pregiudicare l'intimità del suo obiettivo, inteso nel duplice significato di mezzo e fine.
Al centro di ciò, e dell'immagine e del sentire dello spettatore, c'è la piccolissima Sama, cuore pulsante della rivoluzione, termometro di sopravvivenza, miracolo incastonato nell'orrore della tragedia nella tragedia: il genocidio dei bambini siriani. Della loro sofferenza, ma anche della loro resistenza, Sama è il simbolo toccante e universale.

 

Huffington Post - Il film ha ottenuto la candidatura all’Oscar, come miglior documentario, il premio al festival di Cannes come miglior documentario, per lo stesso motivo il premio ai BAFTA; ha vinto un premio ai European Film Awards, candidato agli Spirit Awards, candidato ai Producers Guild. Forse uno dei documentari più premiati degli ultimi anni. Waad-Al-Kateab rende visibile tutto, sfidando il visibile stesso. Non è solo un documentario, ma qualcosa di più. Rompe i limiti di quello che una volta i critici avrebbero chiamato lo “specifico filmico”. Oltre che rendere depotenziato ogni reportage dall’esterno. Il film è uno schiaffo, Waad filma tutto e non ci risparmia niente, ma è giusto così. Non voltate lo sguardo mentre lo vedrete. Le scene più ansiogene e pure incredibili sono quelle dei bombardamenti sull’ospedale e la corsa di Waad nella stanza dove ha lasciato Sama, la trova che gioca sorride, fa i suoi mugolii da bambina normale di due anni. E tutto improvvisamente anche per noi cambia. Si sentono le bombe fuori, Sama sorride. È visibile, ma sembra incredibile. Tutto ciò viene mostrato dall’interno, nel quotidiano, la vita familiare nonostante tutto, la piccola comunità di medici e infermieri che dà vita miracolosamente a un ospedale (col supporto di Medici Senza Frontiere).

 

La Repubblica - “Questo non è solo un film per me, è la mia vita. Ho iniziato a raccontare la mia storia personale senza un piano preciso. Filmavo le proteste in Siria con il cellulare, come tanti altri. E non avrei mai immaginato che quei giorni di felicità sarebbero diventati un viaggio di perdita e orrore per i crimini inimmaginabili commessi dal regime di Assad”. La giornalista spiega alla figlia, per quando diventerà adulta, quello che è successo e perché hanno deciso finché è stato possibile, di restare ad Aleppo. Continua a filmare tutto quello che vede intorno a sé, dalla gioia di una ribellione che sembrava possibile alla disillusione rispetto al silenzio del mondo che è rimasto a guardare di fronte alla loro disperazione. Conosciamo gli amici e colleghi della coppia, li vediamo nei momenti di umorismo e tenerezza, di alcuni scopriremo la morte, camminiamo al fianco della cineasta, sul pavimento dell’ospedale pieno di sangue piccoli feriti.

Futuro random

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