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Il Lago delle Oche Selvatiche, Yi'nan Diao

di Yi'nan Diao, Cina 2019, 113′, con Hugh Hu, Lun-Mei Kwei, Liao Fan, Regina Wan, Liang Qi, Jue Huang

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Zhou esce dal carcere e finisce immediatamente in una violenta contesa tra gang, che si conclude con l'uccisione di un poliziotto. Braccato dalla legge e dai rivali, è costretto a fidarsi di una prostituta, Liu, forse innamorata di lui.
Opera seconda di un regista già vincitore di un Orso d'oro a Berlino e accreditato dai più come l'autore cinese su cui puntare per il futuro, Il lago delle oche selvatiche - titolo internazionale di un film che in originale è più o meno traducibile come "Appuntamento in una stazione del Sud" - conferma a più riprese come le speranze su Diao Yinan siano state ben riposte e come il suo stile sia già definito e maturo.

Premi

In concorso al Festival di Cannes 2019.

Venerdì 6 marzo 2020 ore 20:30
Sabato 7 marzo 2020 ore 20:00
Domenica 8 marzo 2020 ore 20:30
Martedì 10 marzo 2020 ore 21:30
Mercoledì 11 marzo 2020 ore 20:30

Recensioni

FilmTv - La fredda inquadratura della notte nell’immenso sobborgo cinese. Macerie, detriti, mura scorticate dal tempo, trattorie polverose, pavimenti lividi, zoom nella scodella di spaghetti dove galleggia qualcosa... Diao Yinan arriva in soccorso del paesaggio ripugnante e lo incornicia di luci fosforescenti, disegna con precisione ogni angolo dell’inquadratura che si apre a spazi sorprendenti, ogni frammento di immagine sublima il materiale di scarto, miseria e violenza. Un esercizio pittorico, quadri di un Edward Hopper della Sesta generazione di Xi’an, dov’è nato il cinquantenne Diao, stessa origine di Zhang Yimou, compagno di studi di Chen Kaige.

 

Mymovies.it - Il genere d'elezione è nuovamente il noir, anche se l'approccio differisce dal fortunato predecessore, Fuochi d'artificio in pieno giorno. Quella che là era suggestione investigativa, incentrata su una femme fatale enigmatica, qui diviene immersione in un sottobosco criminale crudele, regolato da leggi antiche. Le improvvise esplosioni di rabbia e di violenza che sopraggiungono a interrompere momenti quasi contemplativi sono spesso quadri corali, in cui la regia ha sempre il controllo della più caotica delle situazioni. La presenza vistosa della macchina da presa è alla base delle scene più memorabili di Il lago delle oche selvatiche: la rissa iniziale, che darà vita a un'inesorabile reazione a catena, così come la sparatoria durante il ballo di gruppo sulle note di Rasputin di Boney M, in cui le suole luminose degli apprendisti ballerini catturano l'attenzione dello spettatore e lo guidano attraverso i campi lunghi di Diao, ad abbracciare le molteplici realtà della Cina odierna.

Futuro random

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