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Non si può Morire Ballando, Andrea Castoldi

di Andrea Castoldi, Italia 2019, 85′, con Salvatore Palombi, Mauro Negri, Gianni Quillico, Jvonne Jò, Lorenza Pisano

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Gianluca è in ospedale con una diagnosi che gli concede ancora tre mesi di vita. Ha una malattia rara provocata da “cellule dormienti”. Suo fratello Massimiliano lo assiste costantemente. Quando viene a conoscenza di un vecchio studio sull’argomento, pubblicato molti anni prima ma poi abbandonato e mai ristampato, si dà da fare per ottenerlo e si impegna per metterne in pratica la teoria: far rivivere al paziente alcune emozioni potrebbe ‘risvegliare’ le cellule.

 

Domenica 13 ottobre alle 17,30 presentazione del film con il regista Andrea Castoldi e il cast. Presenta Marco Speziali, MBNews.

Al termine festa con esibizione di ballo, il musicista Andrea Mele, autore delle colonne sonore e aperitivo.

Scarica il pressbook del film.

Domenica 13 ottobre 2019 ore 17:30
al termine festa/aperitivo con il cast
€6,00 intero / €4,00 ridotto
Martedì 15 ottobre 2019 ore 21:30
€6,00 intero / €4,00 ridotto
Mercoledì 16 ottobre 2019 ore 21:30
€6,00 intero / €4,00 ridotto

Recensioni

Mymovies.it - Andrea Castoldi con questo film mette finalmente in gioco i sentimenti basandosi su un’esperienza diretta che lo ha visto assistere una persona cara. Che il coinvolgimento emotivo sia forte lo si comprende anche dalla frase che accompagna il titolo: “La vita altro non è che una distesa di fiori profumati con una lavatrice rotta piazzata nel mezzo”. È al ricordo di questi fiori che, nel momento in cui la lavatrice rotta finisce con il dominare la scena, ci si deve appellare per aiutare chi finisce con l’essere concentrato sulla sofferenza. Si possono allora affrontare i ricordi dei momenti più emozionanti vissuti nel passato per provare a ripartire.
Ciò che però più conta è l’analisi profonda, perché vissuta, dell’atteggiamento di chi assiste al possibile progressivo degrado di una persona a cui vuole bene. Chiunque l’abbia sperimentato sa come la struttura ospedaliera, per la sua stessa natura e non per malanimo, tende a rendere i parenti passivi. Sono i medici e gli infermieri a doversi occupare del malato. Gli altri debbono attenersi al ruolo di coloro che assistono ma che con la loro presenza possono sostenere chi soffre. Massimiliano fa di più: mettendo a rischio anche la propria unità familiare, guidato dall’amore fraterno.

 

Cineclandestino.it - Non si può morire ballando viaggia su binari paralleli; da una parte il limite della scienza e della medicina e dall’altra la forza dell’amore e degli affetti. Per farlo, Castoldi si muove su altrettanti piani, quello del realismo e quello del simbolismo, che trovano nel corridoio dell’ospedale e negli spazi comuni il terreno fertile dove potersi intersecare. Sullo schermo si materializza un “gioco” meta-teatrale che trasforma la stanza della clinica che ospita Gianluca in una sorta di “palcoscenico” dove riaffiorano ricordi sopiti per fare rinascere emozioni andate in letargo.

 

Cinematown.it - Nonostante i pochi mezzi, la qualità del prodotto riesce ad essere piuttosto elevata, specialmente da un punto di vista prettamente registico. I piani sequenza rappresentano infatti la tecnica più utilizzata in tutta la pellicola, con dialoghi e monologhi anche molto lunghi e significativi, andando ad evidenziare tute le qualità di Castoldi, qui nelle vesti di regista e sceneggiatore. L’intento è colpire l’animo dello spettatore, stimolandone i sentimenti. Missione più che riuscita, ci sentiamo di dire, nonostante forse la pellicola parta fin troppo piano, recuperando però sul finale, con un turbinio di emozioni al quale è davvero difficile restare indifferenti.

Futuro random

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