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Un re allo sbando, Peter Brosens, Jessica Woodworth

di Peter Brosens, Jessica Woodworth, Belgio, Paesi Bassi, Bulgaria 2016, 94′, con Peter Van den Begin, Bruno Georis, Lucie Debay, Titus De Voogdt, Pieter van der Houwen

@ Cascina selva via cascina selva, ozzero, (milano) lombardia, italia

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Il Re Nicola III è una persona sola, che ha la netta sensazione di vivere una vita non sua. Insieme ad un regista inglese, Duncan Lloyd, incaricato dal Palazzo di ravvivare l'ingrigita immagine della monarchia, parte per una visita di Stato a Istanbul. Proprio mentre si trova in Turchia arriva la notizia che la Vallonia, la metà meridionale del Belgio, si è dichiarata indipendente. Il Re non si perde d'animo e decide di tornare di tornare rapidamente in patria per salvare il suo regno. Proprio mentre si sta organizzando il rientro, si scatena una tempesta solare che mette fuori uso le comunicazioni e il traffico aereo. I telefoni non funzionano più, gli aerei restano a terra. A peggiorare le cose, la sicurezza turca respinge seccamente la proposta del Re di tornare via terra. Ma il Re non demorde e inizia un viaggio avventuroso attraverso l'est Europa.

Premi

Il film ha ottenuto 1 candidatura agli European Film Awards

Sabato 27 luglio 2019 ore 20:00
€6,00 intero / €5,00 ridotto soci altrovequì

Recensioni

filmtv.press. Un paese che scompare, la Vallonia che si dichiara indipendente, un re che per tornare nel suo regno è costretto ad attraversare i Balcani con mezzi di fortuna (una tempesta solare impedisce i viaggi aerei e le comunicazioni). Ma questo mockumentary, ironico e picaresco, in realtà è soprattutto il ritratto di un uomo alla ricerca di sé, che ritrova il gusto della vita e il senso del suo ruolo solo quando può liberarsi delle regole, dei cerimoniali, dei ciak formali e frontali. I registi sono Peter Brosens e Jessica Woodworth, e quasi non ci si crede, ripensando al gelido intellettualismo e al simbolismo spinto di La quinta stagione (2012). Qui l’approccio è caldo, vivo, umanista, la messinscena è fondata sull’improvvisazione, dentro un viaggio girato in ordine cronologico. Il metacinema non è un vezzo, ma un fattore scatenante, è anarchia e consapevolezza, è quasi un making of del road movie. Quella che poteva diventare una banale satira sull’Europa in crisi d’identità, si trasforma in una parabola sulla felicità e la libertà, tra incontri veri, trovate buffe, balli campestri, cori bulgari, cecchini serbi. Un viaggio in cui le frontiere sono beffate, violate, sfondate.

 

mymovies.it. Per 541 giorni, dopo le elezioni del 2010 Bruxelles non ha avuto un governo. È quindi interessante che, dopo Dio esiste e vive a Bruxelles, da quel Paese ci giunga un film che lavora sul filo del surreale. I due registi (che nascono come documentaristi) hanno dimostrato di ben conoscere la gestione di materiale allegorico con La quinta stagione e ora si misurano con un on the road turco-balcanico al cui centro mettono un re che non intendono esporre alla berlina, preferendo andarne a leggere, anche nelle situazioni più comiche o grottesche, la solitudine di essere umano e di esponente politico.
Lo fanno con la giusta dose di leggerezza anche se, la loro rappresentazione della Turchia è ormai purtroppo superata dagli eventi estivi. Tra una fuga in abiti femminili e l'incontro con un cecchino serbo giocano sul tema della messa in scena, affidando a un regista che conosce le frustrazioni professionali, il compito di raccontare un re (immaginario ma non troppo).

Futuro random

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