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Welcome Venice, Andrea Segre

di Andrea Segre, Italia 2021, 100′, con con Paolo Pierobon, Andrea Pennacchi, Roberto Citran, Ottavia Piccolo, Anna Bellato.

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Venezia, isola della Giudecca. Le famiglie di tre fratelli - Alvise (Andrea Pennacchi), Piero (Paolo Pierobon) e Toni (Roberto Citran) - si riuniscono a tavola nella casa dove sono nati. Dove ormai abita solo Piero, ma a cui Toni le è molto legato perché da lì insieme si muovono con un paio di amici per praticare la pesca di moeche, ovvero i granchi di laguna. A seguito di un incidente improvviso, l'abitazione di famiglia assume un valore ancora più cruciale e mette Alvise - che vorrebbe ristrutturarla e metterla a rendita come "dimora di charme" per turisti stranieri - contro Piero, ostinatamente contrario a trasferirsi sulla terraferma.

 

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Premi

Presentato alla Mostra del Cinema di Venezia, Giornate degli Autori.

Giovedì 10 marzo 2022 ore 20:30
€6,00 Intero / €4,00 Ridotto under 26 e over 65

Recensioni

Mymovies.it - Dopo Molecole, girato nella città silenziosa, svuotata dalla pandemia, Segre torna a ragionare, usando la chiave del conflitto fraterno, sulla trasformazione della città svuotata, dello smarrimento dei pochi abitanti rimasti. Nel tentativo di catturare le tracce e i fili della sua cultura più autentica, di difenderne la bellezza fragile, nascosta ai più, e registrare l'affermarsi di una mentalità sempre più predatoria e di un turismo invasivo, disinteressato, epidermico.

 

Quinlan.it - Tradizione e progresso. In uno dei contesti italiani ormai storicamente più commercializzati a uso e consumo dei turisti stranieri e non – la bellezza vetusta e decadente della città di Venezia, Andrea Segre colloca una riflessione sul conflitto tra due idee di esistenza, di lavoro, di profitto e di benessere. Da un lato, la Venezia antica, identificata nel quartiere Giudecca, ancora dedita alla pesca in laguna: dall’altro, la Venezia che pensa solo ai “sghei”, a spennare fino nel midollo orde di turisti ammaliati da un Made in Italy sempre più proiettato a meticciarsi con l’hi-tech digitale. In mezzo, la pandemia. Al momento Welcome Venice, presentato nell’ambito delle Giornate degli Autori all’ultima Mostra, è uno dei pochi film italiani che tenta di riflettere sul qui-ed-ora (o al massimo l’altroieri) dell’epoca Covid che ha stravolto le nostre abitudini quotidiane e, anche e soprattutto, aspettative e modelli economici.

 

FilmTv - Andrea Segre, lo sguardo attento ai contrasti esistenziali, segue i percorsi paralleli del pescatore e dell’uomo d’affari, che vuole una Venezia consumata per quel che è, un parco a tema. La casa di famiglia dovrà mutarsi in un asettico B&B. Pietro, però, non cede, neppure di fronte alle suppliche dei parenti impoveriti, e dimostra l’antitesi ai paninari veneziani friggendo sul terrazzo i granchi vivi infarinati, le zampette frementi, alla stregua del Pescatore verde di Pinocchio. La tensione sale, la scelta è tra passato e futuro. Ma il film scarta, va oltre, allude a un’altra Venezia, liberata da un destino segnato. La sua bellezza si impone nelle vedute liquide e sognanti, e sembra irridere turisti e pescatori.

Rassegna: Impronte dell'Abitare - Terrestra2022

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Abitare un territorio significa trasformarlo, lasciare impronte.

L'uomo abita il territorio e lo trasforma, lascia tracce, ne modifica la morfologia, l'orizzonte, i colori. Lo stravolge, lo deturpa, lo spoglia, lascia macerie e ferite.
Al contempo trova soluzioni abitative innovative e socializzanti. Si ingegna per trovare modi creativi per condividere alcuni spazi senza rinunciare al privato.

Con questa piccola rassegna di film vogliamo provare a capire se esiste un modo dolce di abitare il pianeta, che non sia per forza centrato sulla distruzione di qualcos'altro, in nome del progresso e del profitto.

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DOVE METTI I PIEDI…

…Giacarta affonda, il permafrost si sta sciogliendo.

La Brianza, lo sappiamo, è la provincia più cementificata d’Italia.

Un amico ci ha fornito una riflessione interessante: la situazione che stiamo vivendo è conseguenza di secoli di industrializzazione, urbanizzazione e colonizzazione degli ambienti, durante i quali città, fabbriche ed infrastrutture sono state costruite sulla convinzione che quelle condizioni non sarebbero mai mutate.

In effetti per diversi migliaia di anni il clima non ha subito oscillazioni significative, alimentando l’illusione di una stazionarietà eterna, su cui abbiamo poggiato le fondamenta, teoriche e materiali, della nostra civiltà.

Oggi però la stabilità di quelle fondamenta è minata alla base, e nel profondo: l’emergenza climatica mette in crisi ogni ambito della nostra esistenza, anche perché abbiamo dato sempre per scontato che il terreno su cui abbiamo eretto questa civiltà sarebbe rimasto solido e piano per sempre.

Giacarta affonda, il permafrost si sta sciogliendo.

In Brianza si continua a cementificare.

Come abitiamo questo mondo? Come abiteremo quello a venire?

Ritornano gli appuntamenti di Terrestra, il format a tema ambiente di casa al Bloom e girovago per la Brianza.

Gli altri eventi